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2,6 milioni in 2 anni: il Fatto Quotidiano rivela chi paga per le consulenze di Renzi

Un quotidiano coreano, una società fondata da Alessandro Benetton, il ministero delle Finanze dell’Arabia Saudita. Andando a spulciare la lista di chi paga Matteo Renzi per le sue conferenze, attività della quale l’ex premier parla da sempre con particolare vanto, ecco che salta fuori un po’ di tutto, con parecchi nomi conosciuti. Di sicuro, al leader di Italia Viva la carriera di oratore conviene, forse anche più di quella politica: dal 2018 al 2020, quindi in soli 2 anni, tra consulenze, libri e via dicendo il guadagno è stato addirittura di 2,6 milioni di euro secondo il Fatto Quotidiano, un vero e proprio tesoro. Al quale hanno contribuito, via via, i soggetti più disparati.

Giornali coreani, prinicipi sauditi e i Benetton: ecco chi paga le consulenze di Renzi

Il Fatto ha pubblicato in queste ore un resoconto dei ricchi incassi fatti da Renzi grazie alla sua attività di consulente. Soldi sui quali il leader di Italia Viva paga regolarmente le tasse, sia chiaro. Ma a catturare l’attenzione è la provenienza di questi ingentissimi guadagni. Oltre 653mila euro “arrivano in questi due anni dalla società Arcobaleno Tre srl, di cui è amministratore unico Niccolò Presta, figlio di Lucio, agente di molti volti noti della tv”. Un legame sul quale sta cercando di vedere chiaro la Procura di Roma, scrive il Fatto, secondo la quale dietro questi “rapporti contrattuali fittizi” si nasconderebbero, in realtà, finanziamenti alla politica. Ma questa è un’altra storia. A portare soldi in tasca a Renzi è anche la Celebrity Speakers Ltd, “società global speaker del Regno Unito” che avrebbe versato all’ex premier oltre mezzo milione di euro in cambio di una lunga serie di consulenze.

E ancora: spulciando tra le tante società che hanno contribuito alle fortune del leader di Italia Viva, ecco aprirsi anche il capitolo Arabia Saudita, Paese particolarmente caro a Renzi che l’ha pubblicamente dipinto come “culla del nuovo Rinascimento”, finendo più volte sulla graticola per gli stretti rapporti con il principe ereditario Mohammad bin Salaman (indicato dalla Cia come mandante dell’omicidio del giornalista Khashoggi). Non solo, come già noto, l’ex premier vanta una partecipazione nel board del Future Initiative Investment, fondazione saudita creata nel 2020 dallo stesso principe, ma sul conto di Renzi “sono anche arrivati pagamenti direttamente dal Ministry of Finance Arabia Saudita” per un totale di poco meno di 45mila euro, mentre “altri 39,930 euro provengono dal Saudi commission for Tourism Arabia Saudita”. Alla base, come sempre, la retribuzione di consulenze.

2,6 milioni in 2 anni: il Fatto Quotidiano rivela chi paga per le consulenze di Renzi

Infine, scorrendo la lunghissima lista di società da cui Renzi ha ricevuto soldi in cambio dei suoi autorevoli interventi, fa capolino anche 21 Investimenti Sgr, società fondata da Alessandro Benetton e che a Renzi ha dato 19mila euro. Tanto per non farsi mancare niente, ecco poi “29mila euro circa” provenienti “da una conferenza pagata da Chosun Ilbo, il principale quotidiano coreano”.

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