in

Regno Unito, dopo le riaperture contagi ancora in calo. Con buon pace dei virologi

Si continua a guardare al Regno Unito, dove il premier Boris Johnson, dopo mesi di restrizioni e vaccinazioni, ha deciso che fosse arrivato il momento del freedom day, condannato da tutta la comunità scientifica allineata con proclami relativi a “danni a livello nazionale e globale”. Dicevano che sarebbero aumentati i morti e i contagi con le riaperture e le libertà. Peccato per loro – e fortuna per noi – ancora una volta i sedicenti scienziati si stavano sbagliando. Dopo il “tana libera tutti”, nel Regno Unito i contagi continuano a scendere e le persone hanno ripreso a vivere. (Continua a leggere dopo al foto)

Come ricorda Il Foglio, il 16 luglio 1.200 esperti provenienti da tutto il mondo hanno firmato una lettera sulla rivista medica Lancet definendo la riapertura del premier Boris Johnson “un’irresponsabilità nazionale e globale” e avvertendo che il contagio di massa avrebbe portato allo sviluppo di nuove varianti resistenti al vaccino. L’epidemiologo-star del Regno Unito, Neil Ferguson, diceva che la riapertura avrebbe “inevitabilmente” generato 100 mila contagi – 200 mila nella peggiore delle ipotesi – e mille ospedalizzazioni giornaliere. Ma com’è realmente la situazione una settimana dopo la riapertura? (Continua a leggere dopo al foto)

“Le previsioni degli scienziati non si sono materializzate, e in Inghilterra si respira un ottimismo al quale non eravamo più abituati. Malgrado le previsioni, l’arrivo del freedom day il 19 luglio, il giorno in cui sono cessate tutte le restrizioni anti Covid, dal divieto di assembramento all’obbligo di mascherina nei luoghi chiusi, ha coinciso con un rallentamento della diffusione del virus. I contagi giornalieri sono in calo da sei giorni di fila, e l’indice R0 è sceso sotto quota 1”.

Scrive ancora Il Foglio: “Lunedì si sono verificati 24.950 nuovi contagi, un calo di 15 mila rispetto a una settimana fa, mentre i decessi sono scesi a 14. L’unica brutta notizia sono i dati sulle ospedalizzazioni – oltre 5 mila per la prima volta dal 18 marzo – ma gli esperti assicurano che questi numeri caleranno nei prossimi giorni”. E in tutto questo, come dimostrano i dati del governo, il numero di tamponi giornalieri è aumentato di giorno in giorno nell’ultima settimana. Quindi i numeri sono più che reali. Con buona pace degli “esperti” e dei patiti dei lockdown.

Ti potrebbe interessare anche: Cacciari contro il governo su vaccini e Green Pass: “Come nei regimi distopici”

Emergenza lavoro: col via ai licenziamenti collettivi, ogni giorno a casa a centinaia

Riforma della Giustizia, allarme Caritas: “No a sfratti discrezionali, tutelare i deboli”