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Pace in Africa, l’Italia beffa la Francia. Ma (ovviamente) non è merito di Di Maio

Pubblicato il 03/02/2022 13:54 - Aggiornato il 03/02/2022 16:35

Una vittoria che ha dato fastidio, non poco, alla Francia. E che guarda caso non ha visto tra i protagonisti il nostro ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in passato più volte nel mirino proprio per il legame con il governo di Parigi. Nelle scorse ore è stato raggiunto una storica intesa tra gli ex ribelli Tuareg firmatari dell’Accordo di Algeri e il governo del Mali, un traguardo tagliato dopo quattro giorni di incontri durante i quali un ruolo chiave è stato svolto dalla onlus italiana Ara Pacis Initiatives for Peace.

Come ricostruito dal Sole 24 Ore, le trattative hanno portato alla firma dell'”Accordo di principio di Roma”, sottoscritto dal ministro maliano per la Riconciliazione, Ismael Wagué, dal presidente della Coalizione dei movimenti dell’Azawad (Cma), Bilal Ag Cherif, dal presidente della Platforme du 14 Juin 2014 d’Alger, Hanoune Ould Ali, e, per la mediazione, dalla presidente di Ara Pacis, Maria Nicoletta Gaida. Totalmente assente dalla scena, invece, il titolare degli Esteri Di Maio.

La nuova intesa stabilisce la collaborazione tra i maggiori movimenti armati del Nord e il governo maliano e integra la partecipazione dei leader comunitari tradizionali e delle organizzazioni femminili e giovanili nel Csp (Cadre Strategique Permanent). Una collaborazione nata con il fine di favorire la stabilità e la sicurezza nell’intera area Sahelo-sahariana e contrastare la migrazione clandestina e il terrorismo che hanno origine nel nord del Mali.

Un risultato prestigioso che porta dunque la firma di Ara Pacis Initiatives for Peace, onlus che dal 2012 porta avanti iniziative a sostegno della pace, della sicurezza e dello sviluppo nell’area Sahelo-Sahariana. E ha fatto subito registrare la reazione piccata della Francia, i cui interessi nel Paese sono noti, nella totale indifferenza della Farnesina.

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