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L’economia cinese marcia forte. La Germania ne approfitta, mentre l’Italia (come sempre) paga il conto

Il mondo si ferma, tenuto in scacco da una crisi che costringe le aziende a rimanere chiuse, con le saracinesche abbassate, i dipendenti a casa. La Cina, luogo di origine della pandemia, invece va avanti. A un ritmo veloce, velocissimo: la ripresa dal Covid-19 è stata impressionante per il Dragone, che a novembre ha visto aumentare il proprio export del 21,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In crescita anche la produzione industriale, su del 7% sempre nel confronto con il 2020, con il Pil annuale che è riuscito addirittura a compensare i segni negativi dell’inizio dell’emergenza. Un quadro decisamente roseo, per Pechino. Con conseguenze che riguardano da vicino l’Europa.

L'economia cinese marcia forte. La Germania ne approfitta, mentre l'Italia (come sempre) paga il conto

La domanda di prodotti cinesi, sopratutto quelli sanitari, è infatti cresciuta al punto che oggi mancano i container necessari per l’export. La produzione è aumentata, ma non a sufficienza, mentre i costi continuano a lievitare. E così ecco spuntare un accordo Cina-Ue, analizzato nel dettaglio dalla testata German Foreign Policy, che suona come una manna dal cielo per le aziende tedesche. Firmato, ovviamente, da Angela Merkel.

L'economia cinese marcia forte. La Germania ne approfitta, mentre l'Italia (come sempre) paga il conto

“Nel 2020 – scrive il German Foreign Policy – le tre grandi case automobilistiche tedesche hanno ottenuto in Cina risultati decisamente superiori al resto del mondo. Le vendite Volkswagen in Cina si sono ridotte solo del 9,1%, contro il -15,2% della media mondiale. Ma, nel settore delle auto premium, i produttori tedeschi sono riusciti addirittura ad aumentare le vendite, con nuovi massimi storici”. Una dipendenza dalla Cina ormai evidente, quella del mercato tedesco. Agevolata proprio da quell’accordo, il Cai (Comprehensive agreement of investment) che dal prossimo anno eliminerà in diversi settori l’obbligo di investire in Cina tramite “join ventures” con aziende cinesi e aprirà nuovi settori agli investimenti stranieri, come le telecomunicazioni.

L'economia cinese marcia forte. La Germania ne approfitta, mentre l'Italia (come sempre) paga il conto

Un’intesa vantaggiosa soprattutto per le aziende tedesche, scrive la testata: “Dei 140 miliardi che le imprese Ue hanno investito in Cina negli ultimi 20 anni, 86 sono arrivati dalla Germania. Dei 560 miliardi di interscambi commerciali tra Cina e Ue nel 2019, la quota prevalente – 206 miliardi – è stata della Germania”. Da qui la fretta della Merkel di chiudere subito l’accordo, prima che il nuovo presidente degli Stati Uniti Joe Biden si insediasse: gli sforzi americani per isolare la Cina avrebbero potuto avere conseguenze negative per il mercato dell’auto tedesco. Il Dragone, insomma, marcia forte. E Berlino ne approfitta per rafforzare ancora di più il suo dominio in Europa, a scapito degli altri membri dell’Unione.

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