Vai al contenuto

Fulmine colpisce un aereo con 106 passeggeri a bordo: volo interrotto e rientro d’emergenza

Pubblicato il 31/07/2026 23:52 - Aggiornato il 31/07/2026 23:53

Il decollo era appena avvenuto. L’Airbus A320 della Eurowings stava guadagnando quota nel cielo sopra Stoccarda, diretto a Vienna, quando si è ritrovato dentro una violenta cella temporalesca. Pochi istanti dopo, un fulmine ha colpito il velivolo.

A bordo c’erano 106 passeggeri più l’equipaggio. Per tutti loro, quella che doveva essere una tranquilla tratta serale di poco più di un’ora si è trasformata in qualcosa di molto diverso.

La cronaca dei minuti successivi, però, racconta meno il panico e più l’efficienza di una macchina che in casi come questo sa esattamente cosa fare.

La scelta immediata dell’equipaggio

Un Airbus A320 in fase di decollo sotto un cielo carico di nubi temporalesche prima del volo

L’episodio si è verificato giovedì sera, come riportato dai quotidiani tedeschi Bild e Stuttgarter Nachrichten. Secondo quanto riferito dalla compagnia, l’aereo era già in volo quando è avvenuto l’impatto.

I piloti non hanno atteso: hanno attivato le procedure di sicurezza previste e deciso, per precauzione, di interrompere la tratta e riportare l’aeromobile all’aeroporto di partenza. L’Airbus è atterrato regolarmente a Stoccarda circa 40 minuti dopo il decollo.

Nessun ferito, nessuna emergenza dichiarata. Solo una rotta invertita e un volo cancellato.

“La sicurezza non è mai stata compromessa”

Eurowings ha voluto chiarire subito un punto: la sicurezza del volo non è mai stata a rischio in nessun momento. Una precisazione che, come vedremo, trova conferma nel modo in cui questi velivoli sono progettati.

Nonostante ciò, una volta a terra l’aeromobile è stato affidato ai tecnici per un controllo approfondito. I passeggeri sono stati riprotetti su altri collegamenti per Vienna, mentre secondo la compagnia l’Airbus avrebbe potuto tornare in servizio regolare già nel corso della stessa giornata, una volta completate le verifiche.

Perché tornare indietro se non c’è pericolo?

È la domanda più logica, ed è anche quella che spiega meglio di ogni altra come funziona la sicurezza aerea.

Il rientro non avviene perché si teme un cedimento imminente. Avviene perché il protocollo impone di escludere qualsiasi danno, anche minimo, prima di proseguire un volo. Un sensore alterato, una micro-lesione nella fusoliera, un’anomalia in un sistema di bordo: nulla di tutto questo può essere verificato in quota.

In aviazione vale un principio semplice: quando esiste anche solo il dubbio, si torna a terra e si controlla. È un margine di prudenza che moltiplicato per milioni di voli l’anno è tra le ragioni principali per cui l’aereo resta, statisticamente, il mezzo di trasporto più sicuro in assoluto.

Cosa accade quando un fulmine colpisce un aereo

L’immaginario collettivo restituisce scenari catastrofici. La realtà fisica è molto più rassicurante.

I moderni aerei di linea sono costruiti tenendo conto proprio di questa eventualità. La fusoliera funziona come una gabbia di Faraday: la scarica elettrica viene captata in un punto, condotta lungo la superficie esterna del velivolo e rilasciata da un altro punto, tipicamente le estremità alari o la coda.

All’interno della cabina, l’energia non entra. È lo stesso principio per cui, durante un temporale, si è relativamente al sicuro dentro un’automobile: conta la struttura conduttiva esterna, non ciò che si trova al suo interno.

A questo si aggiungono componenti progettati appositamente, come gli static dischargers, i piccoli dispositivi visibili sui bordi delle ali che servono proprio a dissipare le cariche elettrostatiche accumulate in volo.

Un rischio raro ma messo in conto

Gli impatti di questo tipo restano relativamente rari, ma nel settore vengono considerati un rischio pienamente calcolato e inserito nelle procedure operative standard.

Dopo ogni evento, i meccanici verificano la struttura dell’aeromobile e tutti i principali sistemi di bordo. Solo al termine di questi controlli il velivolo può tornare in linea. Non è un’eccezione: è routine, per quanto poco visibile a chi viaggia.

Cosa fare se capita di viverlo a bordo

Per chi si trova in cabina l’esperienza può comunque essere spiazzante: un lampo improvviso oltre l’oblò, talvolta un rumore secco, spesso una turbolenza che accompagna il maltempo circostante.

Le indicazioni sono le stesse che valgono per qualunque fase di instabilità: restare seduti, tenere le cinture allacciate e seguire le comunicazioni dell’equipaggio, che dispone di protocolli precisi e collaudati.

Nel caso del volo Stoccarda-Vienna, del resto, è andata esattamente così: procedura attivata, rotta invertita, atterraggio regolare. Uno spavento, per chi era a bordo. Ma anche la dimostrazione pratica che il sistema, quando serve, funziona come dovrebbe.