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Coronavirus: la Cina chiede di riaprire le frontiere ma farlo, numeri alla mano, sarebbe un grave errore

La rabbia del Dragone, che continua a chiedere diplomaticamente un segnale di apertura, con frasi come “un vero amico non si comporta così” rivolte anche al nostro Paese. Dall’altro, un’emergenza che fa registrare numeri in costante crescita e spaventa il mondo, quella legata al coronavirus e alla sua diffusione. Con i dati che evidenziano come la scelta italiana di chiusura nei confronti della Cina sia stata utile a evitare casi più numerosi, quelli fatti registrare non a caso in nazioni che hanno invece adottato una linea molto più morbida in queste ore, ascoltando gli appelli di Pechino.

Coronavirus: la Cina chiede di riaprire le frontiere ma farlo, numeri alla mano, sarebbe un grave errore

I dati di diffusione dei casi in tutto il mondo sono quelli, infatti, che segnalano 3 casi in Italia: la coppia di cinesi arrivata nel nostro Paese in vacanza e ricoverata allo Spallanzani di Roma, dove è stato anche isolato il coronavirus, e il ragazzo di 29 anni di Luzzara che si era recato a Wuhan per andare a trovare la fidanzata, le cui condizioni di salute sarebbero comunque buone secondo i medici. Il tutto proprio mentre in Inghilterra si registra invece il quarto episodio di contagio, una persona entrata a contatto con uno dei pazienti precedentemente ricoverati perché risultati positivi ai test.

Coronavirus: la Cina chiede di riaprire le frontiere ma farlo, numeri alla mano, sarebbe un grave errore

Ma soprattutto sono Francia e Germania ad aver fatto registrate il maggior numero di casi, nelle ore in cui la Cina cerca di ribellarsi, spiegando al mondo che non c’è motivo di bloccare trasporti e commerci. Gli ultimi cinque casi che spaventano Parigi hanno visto tra i contagiati anche un bambino: si tratta di persone che erano entrate in contatto con una persone di ritorno da Singapore, poi risultata positiva ai testi. Il bilancio tedesco è ancora peggiore, con 14 casi registrati stando a quanto dichiarato dal governo. Di questi, dodici sono stati diagnosticati nella regione della Baviera e altri due nell’Assia.

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È stato confermato anche il secondo caso di contagio in Spagna: il ministero della Salute iberico ha spiegato che si tratta di un cittadino britannico ricoverato nei giorni scorsi a Palma di Maiorca per sospetta infezione dopo che insieme ai suoi familiari era stato in contatto con una persona risultata positiva in Francia. Il primo caso in Spagna era stato registrato a La Gomera, isola delle Canarie, e aveva riguardato un turista tedesco. Il tutto mentre la Cina continua a bussare alla porta di Usa e Italia chiedendo un dietrofront che, numeri alla mano, sarebbe sempre più pericoloso.

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