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Lo Stato paghi i suoi debiti! 3,8 miliardi scaduti da oltre un anno. E le aziende muoiono

Cifre da capogiro. Ma come fa il Paese a riprendersi se lo Stato è debitore verso le sue imprese di oltre 3,8 miliardi di euro? Non solo il governo non eroga aiuti in un momento di così forte necessità, ma la Pubblica Amministrazione nemmeno paga i suoi debiti. Ricordiamo che dal momento in cui l’azienda presenta la fattura, gli enti – secondo la legge – devono chiudere la pratica in 30 giorni oppure in 60 nel caso della sanità. Ieri il ministero dell’Economia ha diffuso i risultati del nuovo monitoraggio sui pagamenti della PA. È risultato che le aziende che sono riuscite a vedere i soldi (pochi fortunati) hanno dovuto aspettare centinaia e centinai di giorni. La lista dei ritardatari comprende 6.482 amministrazioni. Gianni Trovati ha analizzato dati e numeri di questo scempio sul Corriere della Sera: “Fra i pesi massimi più lenti si incontra per esempio l’Inps, che nel 2019 ha pagato solo il 63% dei propri debiti (780 milioni su 1,229 miliardi) con un ritardo medio di quasi 22 giorni, e conta fatture non pagate e vecchie di almeno 12 mesi per 131 milioni, il ministero dell’Interno (29 giorni di ritardo) o quello della Giustizia (23), mentre il Mef in genere impiega quasi 15 giorni in meno rispetto alle scadenze di legge”.

Questo per quel che riguarda i ministeri. Poi ci sono i Comuni, piccoli e grandi. Roma, ad esempio, “impiega in media 13 giorni più del dovuto, mentre Milano ce la fa in 5 giorni in meno di quelli concessi dalle norme”. Spiega ancora Trovati: “Spulciando i file excel relativi ai primi tre mesi di quest’anno si incontrano poi fatture per almeno 3,8 miliardi di euro ferme nei cassetti degli enti pubblici da oltre 12 mesi: un dato parziale, perché il monitoraggio ministeriale funziona ad ampio raggio ma sono le singole amministrazioni ad alimentarlo, e una quota di queste sfugge inevitabilmente a qualsiasi censimento. In genere si tratta degli enti più problematici sul piano amministrativo: che spesso sono anche i peggiori pagatori”.

La triste somma di tutto è che con i suoi 140 miliardi all’anno, la Pubblica Amministrazione è di gran lunga il più grande cliente delle imprese italiane. Tanto che, lo ricordiamo, l’Italia ha subito una condanna da parte della Corte Ue, che “nella sentenza del 28 gennaio 2020 ha citato una serie di analisi indipendenti per sottolineare i problemi diffusi tali da giustificare l’infrazione”. Mercoledì scorso – racconta ancora Trovati – nella parifica del bilancio dello Stato “la Corte dei conti ha proposto un’altra media, concentrata sulla pubblica amministrazione centrale. E lì, ha denunciato il presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo Ermanno Granelli, il quadro è in peggioramento, perché ‘l’insieme delle fatture è stato pagato in media in 49 giorni (47 giorni nel 2018)’, e si- è registrata ‘una riduzione complessiva della capacità di pagamento al 56,8%’, due punti sotto i livelli dell’anno prima”.

Per concludere, nei primi 3 mesi di quest’anno, su 12 ministeri “con portafoglio”, 9 continuano a pagare in ritardo fino al record negativo dei 93 giorni medi di troppo impiegati dal ministero dell’Interno. Lo stato paghi i suoi debiti. Faccia almeno quello, l’Italia ne ha bisogno.

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