in

Arrivo, ti sfrutto e me ne vado: lo schema ArcelorMittal già applicato, prima di Taranto, anche a Liegi e in Romania

Non un caso isolato, ma uno schema che si ripete di volta in volta, di Paese e Paese, già collaudato. La richiesta di ArcelorMittal di risolvere il contratto con il governo italiano per la gestione dell’ex Ilva di Taranto non sarebbe un unicum, quanto piuttosto un episodio che mostra “inquietanti e sinistre analogie con l’operazione di acquisizione dell’azienda siderurgica di Hunedoara compiuta da ArcelorMittal in Romania una quindicina di anni fa, e che si era in realtà risolta in una devastante deindustrializzazione dell’area, condannando la locale forza lavoro ad una massiccia e graduale emigrazione nel resto d’Europa”.

A muovere le pesanti accuse contro il colosso industriale indiano sono i commissari straordinari dell’ex Ilva, che hanno depositato una memoria al giudice Claudio Marangoni, chiamato a decidere se accogliere o meno l’istanza di recesso del contratto di affitto degli stabilimenti italiani presentata nei mesi scorsi dai legali della multinazionale. I commissari hanno scavato nel passato di ArcelorMittal, riscontrando l’esistenza di una sorta di vero e proprio schema seguito dall’azienda in più occasioni.

Oltre all’esperienza in Romania, infatti, ArcelorMittal si era mossa in maniera analoga a Liegi: “Anche in questo caso, il passaggio dello stabilimento di Liegi sotto il controllo del gruppo ArcelorMittal (conclusosi di fatto nel 2006) era stato accompagnato da trionfalistiche dichiarazioni di ammodernamento e riconversione dell’utilizzo delle più moderne tecnologie, nonché di rivitalizzazione della comunità locale attraverso partnership strategiche e creazione di nuovi posti di lavoro”. Il risultato finale? “Un processo di progressiva dismissione che ha sostanzialmente cancellato lo stabilimento di Liegi”.

Arrivo, ti sfrutto e me ne vado: quello di ArcelorMittal a Taranto è solo l'ennesimo episodio di una lunga serie

Il documento è un atto d’accusa contro il colosso indiano anche sul fronte ambientale. I commissari spiegano infatti: “ArcelorMittal non ha portato avanti la realizzazione del Piano Ambientale nei tempi e con gli investimenti programmati”. La multinazionale non avrebbe “eseguito il programma di manutenzione concordato nell’ambito del Contratto in modo coerente alle migliori pratiche di esercizio” e a dimostrarlo ci sarebbe un documento inviato proprio da ArcelorMittal con a Ilva lo scorso 25 settembre dal quale emerge che “molte delle attività programmate – scrivono i commissari – per il periodo tra novembre 2018 e aprile 2019 non erano state eseguite o erano state effettuate solo in parte”.

Ti potrebbe interessare anche: https://www.ilparagone.it/banche-mercati/banche-tedesche-aiutino-del-governo-per-deutsche-bank-e-commerzbank/

Un emendamento contro gli squali delle aste: “Tracciare anche i loro soldi”

Ricatto Usa all’Italia: via la web tax o arriveranno dazi sui prodotti del Bel Paese