
Il caso Garlasco continua a cambiare volto, e sembra essere giunto alla svolta finale dopo mesi di indagini serrate.
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, le nuove indagini della Procura di Pavia stanno facendo emergere dettagli che, fino a pochi mesi fa, sembravano destinati a restare sepolti negli archivi. Ma adesso c’è un elemento che sta attirando più attenzione di tutti: una presunta “manata” umida individuata accanto alla celebre traccia 33 sul muro delle scale dove venne ritrovato il corpo della giovane.
Secondo quanto emerso dalle ultime ricostruzioni investigative, quella macchia potrebbe rappresentare molto più di un dettaglio marginale. Gli specialisti del RIS, riascoltati dagli investigatori a distanza di 19 anni, avrebbero infatti ipotizzato che quella traccia possa essere compatibile con una mano sporca di sangue poi parzialmente lavata. Una circostanza che, se confermata, cambierebbe la dinamica ricostruita finora.
La “traccia 33” e la mano lavata
La traccia 33, come riporta Skytg24, è da tempo uno degli elementi più discussi dell’intero fascicolo. Si tratta del segno lasciato sul muro vicino alle scale della villetta di via Pascoli, un’impronta che la Procura di Pavia ritiene riconducibile ad Andrea Sempio, oggi nuovamente al centro dell’inchiesta.
Adesso, però, accanto a quella traccia sarebbe stata rivalutata anche una seconda impronta definita da alcuni investigatori una sorta di “manata umida”. Il punto centrale non è solo la presenza della macchia, ma il possibile significato: secondo gli approfondimenti tecnici, potrebbe trattarsi di residui ematici lasciati da qualcuno che aveva tentato di pulirsi le mani.
È un dettaglio che gli inquirenti considerano importante perché suggerirebbe movimenti e azioni successive all’aggressione. E soprattutto perché aprirebbe interrogativi nuovi su ciò che accadde realmente dentro quella casa.
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Lo scontrino che torna sotto accusa
Ma non è tutto. Nelle ultime settimane è tornato sotto i riflettori anche uno degli elementi che per anni era stato considerato decisivo: lo scontrino del parcheggio di Vigevano, l’alibi che aveva contribuito a escludere Andrea Sempio dalle indagini iniziali.
Secondo le nuove attività investigative, quell’alibi oggi verrebbe riletto in modo molto diverso. Gli investigatori avrebbero acquisito intercettazioni in cui il padre di Sempio, parlando in auto con la moglie, farebbe riferimento proprio allo scontrino.
“Lo scontrino l’hai fatto tu”, direbbe l’uomo. E la moglie avrebbe risposto:
“Gli ho detto io di tenerlo. Ho rovinato la vita ad Andrea”.
Frasi che stanno facendo discutere enormemente e che gli inquirenti stanno contestualizzando all’interno del nuovo filone investigativo. Al momento non rappresentano una prova definitiva, ma vengono considerate rilevanti per capire se quell’alibi sia stato davvero spontaneo oppure costruito successivamente.
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I soliloqui in auto e i video intimi
Tra gli elementi che stanno alimentando il dibattito pubblico ci sono anche i lunghi soliloqui registrati durante alcune intercettazioni ambientali attribuite ad Andrea Sempio. In diversi passaggi, l’uomo parlerebbe da solo facendo riferimento al delitto, ai video intimi tra Chiara Poggi e Alberto Stasi e persino alla scena del crimine.
Una frase in particolare ha attirato l’attenzione degli investigatori: “Quando sono andato io, il sangue c’era”. Parole che per l’accusa potrebbero avere un peso specifico importante, mentre la difesa invita alla massima cautela.
I legali sottolineano infatti che quei dialoghi sarebbero stati pronunciati in un contesto psicologico complesso e che non possono essere interpretati automaticamente come confessioni o ammissioni. Secondo la difesa, alcune frasi potrebbero essere semplicemente riferimenti a contenuti ascoltati in podcast, programmi televisivi o discussioni pubbliche sul caso.
“Perchè sotto le unghie di Chiara c’è l’aplotipo y della linea del padre di Andrea Sempio se lui era stato in casa Poggi per l’ultima volta il 4 di agosto? E’ una coincidenza?”
Giuseppe Brindisi a #ÈsempreCartabianca pic.twitter.com/EElIfmeIeH
— È sempre Cartabianca (@CartabiancaR4) May 5, 2026
La psicologa: “Parlare da soli non significa essere colpevoli”
Proprio su questo punto è intervenuta anche la psicologa Anna Maria Giannini, direttrice del Dipartimento di Psicologia della Sapienza di Roma. L’esperta ha spiegato che il soliloquio non rappresenta automaticamente un comportamento patologico.
Parlare da soli, ha chiarito, può essere un modo per scaricare ansia, stress o confusione interiore. E soprattutto, ha aggiunto, non tutto ciò che viene pronunciato ad alta voce corrisponde necessariamente a fatti realmente accaduti.
Una precisazione importante, perché il rischio di trasformare intercettazioni parziali in sentenze mediatiche è enorme. Ed è proprio questo il terreno delicatissimo su cui si stanno muovendo gli investigatori.
La famiglia Poggi prende posizione
Nel frattempo la famiglia Poggi ha diffuso un comunicato molto duro. I familiari di Chiara hanno escluso di credere al coinvolgimento di Andrea Sempio e hanno espresso forti perplessità sul modo in cui alcune attività investigative sarebbero state condotte.
Nel comunicato si parla di accertamenti “gravemente condizionati” e di presunti rapporti poco trasparenti con alcuni ambienti giornalistici. Una presa di posizione che mostra quanto il caso sia diventato ormai non solo giudiziario, ma anche mediatico.
La Procura di Pavia continua a lavorare su più fronti. Dalle impronte alle intercettazioni, passando per gli audio e gli elementi tecnici rivalutati dopo quasi due decenni, ogni dettaglio viene rianalizzato con strumenti e interpretazioni diverse rispetto al passato.
Ed è proprio questo l’aspetto più impressionante del nuovo filone d’indagine: ciò che sembrava definitivamente chiuso sta tornando improvvisamente in discussione. La sensazione è che il caso Garlasco sia entrato nella sua fase più delicata degli ultimi anni.
Perché oggi la domanda non è soltanto se esistano nuove prove. La vera domanda è un’altra: quanti dettagli del delitto sono stati sottovalutati per quasi vent’anni?
