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Francesco Schiavone morto a 38 anni: il poliziotto di Marano lascia moglie e due figli

Pubblicato il 26/04/2026 12:46 - Aggiornato il 26/04/2026 14:37

Marano di Napoli si è svegliata domenica mattina con una notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere. Francesco Schiavone, 38 anni, poliziotto in servizio presso la Squadra Mobile della Questura di Napoli, è morto improvvisamente per un malore. Lascia la moglie e due bambini piccoli.

La notizia, anticipata da Il Messaggero, si è diffusa rapidamente sui social lasciando una scia di dolore in tutta la comunità. Chi lo conosceva lo descrive con le stesse parole: dedito al lavoro, amante della famiglia, sempre presente. Un uomo che aveva scelto di servire lo Stato e lo faceva con impegno e umanità, ogni giorno.

Trentotto anni. Una vita intera davanti.

Francesco Schiavone, 38 anni, poliziotto in servizio presso la Squadra Mobile di Napoli, è morto improvvisamente per un malore. Lascia la moglie e due bambini. Aperta una raccolta fondi per sostenere la famiglia.

Chi era Francesco Schiavone

Francesco Schiavone era un “maranese doc”, come lo ricordano gli amici: nato e cresciuto a Marano di Napoli, comune dell’area metropolitana partenopea, da sempre legato alla sua città e alla sua comunità. Aveva scelto la divisa, aveva scelto di fare il poliziotto. E quella scelta la viveva con serietà, ogni giorno.

In servizio presso la Squadra Mobile della Questura di Napoli, si era distinto nel corso della carriera per la dedizione al lavoro e il senso del dovere. Era stimato dai colleghi, apprezzato da chi lo conosceva. Uno di quegli uomini che fanno il loro mestiere senza clamore, senza cercare riconoscimenti, perché credono in quello che fanno.

A casa, era marito e padre. Sua moglie, Maria, e i loro due bambini erano il centro della sua vita. Quella stessa famiglia che oggi si trova ad affrontare un vuoto che nessuna parola riesce a colmare.

Il dolore di Marano e il gesto concreto della comunità

La notizia della sua morte ha scosso Marano nel profondo. Sui social si sono moltiplicati i messaggi di cordoglio, i ricordi, le parole di chi lo conosceva. Tra tutti, spicca il saluto dei colleghi e degli amici più stretti: “Ciao fratellone. Continua a vegliare sui tuoi cari e sui tuoi colleghi da lassù, proprio come facevi ogni giorno indossando la tua divisa. Onore a te, collega, fratello, amico.”

Ma il dolore, a Marano, non si è fermato alle parole. La comunità ha deciso di fare qualcosa di concreto. È stata avviata una raccolta fondi per sostenere la moglie e i due bambini di Francesco in questo momento impossibile. Come si legge nell’appello pubblicato da Terranostra News: “Nessuna cifra potrà colmare questa perdita, ma ogni piccolo gesto può rappresentare un abbraccio concreto per non lasciarli soli nel momento del bisogno.”

Chi volesse contribuire può farlo tramite bonifico bancario:

Intestato a: Maria Imperato
IBAN: IT62I0760103400001027266913

Quando lo Stato perde i suoi uomini migliori

C’è qualcosa di particolarmente straziante nella morte di un poliziotto giovane, nel pieno della vita, con due figli piccoli a casa. Non perché la vita degli altri valga meno — ogni morte prematura è una tragedia — ma perché chi sceglie di servire lo Stato accetta un patto implicito con la comunità: ti metto a disposizione il mio tempo, la mia energia, spesso la mia sicurezza. E quello Stato, quella comunità, ha il dovere di non dimenticarlo.

Francesco Schiavone non è morto in servizio nel senso stretto del termine. Ma era un servitore dello Stato, ogni giorno. E la sua famiglia — una moglie, due bambini — è oggi sola a fare i conti con una perdita che non si annuncia, non si prepara, non si accetta facilmente.

Il gesto della comunità di Marano — la raccolta fondi, i messaggi, la vicinanza concreta — è la risposta giusta. Non retorica, non celebrativa: pratica, umana, solidale. Quella solidarietà di cui troppo spesso si parla e troppo poco si pratica.

Noi de Il Paragone ci uniamo al cordoglio della famiglia, dei colleghi e di tutta la comunità di Marano.

Ciao Francesco.