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Il decreto Sostegni è una presa in giro: gli aiuti copriranno al massimo il 5% delle perdite

Per ristoratori, imprenditori e negozianti ancora in attesa di aiuto da parte di un governo sempre più latitante, che ricorre a restrizioni e chiusure come unico modo per affrontare la crisi, le brutte notizie sembrano non finire mai. Dopo tante promesse, infatti, i soldi che l’esecutivo Draghi si appresta a dare in mano a chi si è trovato nell’impossibilità di lavorare, oltre all’estremo ritardo, saranno anche pochi, pochissimi. Copriranno un massimo del 5% delle perdite registrate nel corso del 2020, anno drammatico per tanti settori, ormai in ginocchio. L’ennesima presa in giro verso le famiglie italiane.

Stanto all’ultima bozza del decreto Sostegni, del quale è già ampiamente trapelato il contenuto, il totale stanziato sarà di 11,1 miliardi, che soldi andranno a circa 5,5 milioni tra grandi imprese e partite Iva con un fatturato fino a 10 milioni di euro all’anno. Dentro questa platea ci sono anche circa 800mila professionisti, dagli architetti agli ingegneri, e più in generale tutti gli autonomi iscritti agli Ordini professionali. Per ottenere gli indennizzi bisognerà rispondere a un requisito: una perdita di almeno il 30% del fatturato 2020 rispetto al fatturato del 2019. Come riferimento per il calcolo sarà presa la perdita media mensile registrata nel 2020, messa a confronto con la perdita media mensile del 2019.

A differenza dei decreti Ristori del governo precedente, dunque, non saranno più presi in considerazione i codici Ateco, quelli che identificano le attività. Il criterio per avere gli aiuti diventa ora la perdita del fatturato. Per tutti. Alla perdita media mensile registrata nel 2020, rispetto all’anno precedente, si applicherà una percentuale, che va dal 20% al 60 per cento. Più l’attività fattura, minore sarà la percentuale e quindi l’importo dei soldi. Una volta applicata la percentuale, si arriverà a determinare l’importo dell’indennizzo.

Italian Minister of Economy, Daniele Franco, during Italian premier Mario Draghi address to the Senate ahead of a confidence vote, in Rome, Italy, 17 February 2021. ROBERTO MONALDO/LAPRESSE/POOL/ANSA

Facendo un esempio, un bar che nel 2020 aveva fatturato 120mila euro e registrato una perdita media mensile di 10mila euro, avrà un indennizzo di cinquemila euro, visto che si applicherà una percentuale del 50% (prevista per chi ha un fatturato tra 100 mila e 400 mila euro). L’importo dell’indennizzo sarà di un minimo di mille euro per le persone fisiche e di un massimo di 150 mila euro per le imprese, con soldi che, stando alla bozza, dovrebbero essere accreditati direttamente sul conto corrente del titolare dell’impresa.

Restano i dubbi sulle tempistiche. La società Sogei dovrebbe mettere a punto una piattaforma digitale entro la fine di marzo, che permetterà poi di inoltrare le domande per ottere i ristori. I bonifici, stando alle promesse fatte fin qui, dovrebbero partire tra l’8 e il 10 aprile e concludersi entro la fine dello stesso mese. Certezze assolute, ovviamente, non ce ne sono. Se non quelle delle perdite, ingenti, che nel frattempo si abbattono su chi non potrà alzare le saracinesche nemmeno durante il periodo delle festività pasquali.

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