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Il Fisco e i “botti di Capodanno”: dal 1° gennaio ripartono cartelle e pignoramenti

Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle entrate, ha ricordato che dall’1 gennaio il Fisco riprenderà l’invio degli atti. Tra cartelle, lettere ed accertamenti sono 31 milioni quelli pronti a partire. È il regalo di Capodanno del governo. Con il 2021, infatti, riparte, come disposto dal decreto Ristori quater, l’attività di notifica delle cartelle esattoriali. Nello specifico – come spiega Federico Garau su Il Giornale – per quanto riguarda “cartelle di pagamento ed avvisi di accertamento e di addebito con scadenza compresa tra l’8 marzo ed il 31 dicembre 2020 resta invariata la data già prevista del prossimo 31 gennaio. Più in avanti, invece (1 marzo 2021), viene spostato il limite di pagamento delle rate relative alle definizioni agevolate ancora in essere”.

Come riportato da ItaliaOggi, “tutti i debiti dovuti a cartelle di pagamento o avvisi di accertamento e addebito che risultano in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo (21 febbraio, invece, per quanto riguarda coloro che vivono nelle prime “zone rosse” decretate nel nord Italia dal governo) ed il 31 dicembre dell’anno in corso dovranno essere saldati entro e non oltre il mese successivo al termine ultimo del rinvio, vale a dire il 31 gennaio del 2021″.

Dal primo giorno dello stesso mese potranno inoltre riprendere anche le notifiche dei vari atti di riscossione e tutti gli obblighi derivanti dai pignoramenti su stipendi, salari o indennità di altro genere maturati prima dell’entrata in vigore del dl. Rilancio (19/05/2020). “Col Ristori quater viene invece spostato fino all’1 marzo del 2021 anno il limite per saldare il pagamento delle rate di tre distinte tipologie di definizioni agevolate, ovviamente in scadenza nel 2020”.

“Si tratta nello specifico della definizione agevolata delle risorse Ue, della rottamazione-ter e del saldo e stralcio. Essendo una ulteriore proroga, tuttavia, è bene ricordare che non è contemplata la possibilità dei 5 giorni di tempo solitamente previsti in questi casi (art.3 comma 14-bis del dl 119 – 2018). Un solo giorno di ritardo sarà sufficiente a far decadere tutti i benefici derivati dalle definizioni agevolate”.

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