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Recovery Fund, altro “capolavoro” del governo: soldi già nostri che ci ridanno in prestito

Prima ci ha provato dicendo che anche il Mes era riuscito ad aggiustarlo come voleva lui, e che era prevalsa la linea italiana. Poi, quando ha capito che la bugia era troppo grossa, ha detto che l’Italia non avrebbe aderito al Mes (ma anche questa era una bugia). Allora se n’è inventata un’altra, il cosidetto “Recovery Fund”, e tutti quanti hanno esultato, peccato che sia l’ennesima fregatura che l’Europa dà al nostro Paese. Ecco come la spiega (bene) Fabio Dragoni su La Verità: “La scena è più o meno questa. Arriva un signore che vi ruba il portafoglio con dentro 260 euro. E ve ne restituisce 171. Cosa ne deducete? Che vi ha donato 171 euro oppure che ve ne ha rubati 89? Ma non finisce qui. Perché questo signore vi obbliga anche a spendere i 171 euro che vi ‘dona’ per acquistare un paio di scarpe piuttosto che fare la spesa al supermercato”.

Ed ecco l’ulteriore sottigliezza: “Purtroppo però voi non siete scalzi e avete fame. Ma tant’è! Dovete comprarci le scarpe di cui non avete bisogno e rimanere a stomaco vuoto. Ma non finisce qui perché vi viene pure imposto di acquistare coi 171 euro un paio di scarpe che costano almeno 342 euro perché ce ne dovete mettere altri 171 di tasca vostra. E può essere che questi 171 euro da aggiungere non li abbiate perché c’è un altro signore sottomesso a quello che vi ha preso il portafoglio che però vi obbliga a pagare tasse e gabelle cui non potrete sottrarvi perché se no vi pignora ciò che ancora vi rimane. Infine arriva un terzo signore che sul giornale scrive che voi siete stati incapaci di spendere i 171 euro che il primo signore vi ha donato”. Questa è una metafora, ma fa capire bene come funziona il Recovery Fund che vorrebbe imporci Conte.

Spiega Dragoni: “Quello che vi ruba il portafoglio è l’Unione europea, il secondo è lo Stato italiano, il terzo è un qualsiasi giornale che conduce inchiestone su come l’Italia non sappia spendere i fondi europei. Pure i numeri non sono dati a caso: 260 sono infatti i miliardi che l’Italia ha trasferito al bilancio Ue dal 2000 al 2017 vedendosene riaccreditare 171 che devono essere spesi in progetti da ‘cofinanziare’, che spesso l’ente assegnatario di turno (un Comune, la Regione, eccetera…) non è in grado di utilizzare perché gli altrettanti fondi da mettere sul piatto non li ha in quanto i trasferimenti agli enti locali sono tagliati. Eh già, altrimenti esplode il debito pubblico che peserà come un ‘fardello’ sulle spalle dei figli dei vostri figli. Così funziona in pratica il bilancio Ue su cui dovrebbe basarsi il Recovery Fund che, secondo Giuseppi, dovrebbe salvare il nostro Paese dalla crisi innescata dal Covid”.

Soldi già nostri, dunque, che ci vengono ridati in prestito e che non possiamo nemmeno spendere come vogliamo. Infatti, “questi soldi vi sarebbero dati a prestito, neppure donati. Ursula Von Der Leyen ha presentato con tanti giri di parole il Recovery Fund lo scorso 13 maggio. Fondo che non sarà comunque disponibile prima del 2021 perché tanto ora e’è il Bei, il Sure e il Mes, che è comunque la stessa cosa del Recovery Fund. In pratica dovremmo donare altri soldi sperando di riceverne indietro altrettanti (se ci va bene) perché la Commissione Ue ci dice che se il coronavirus è stato uno choc che ha colpito tutti (la simmetria) c’è chi come l’Italia ne ha sofferto di più (l’asimmetria). Peccato che questi altrettanti sarebbero a prestito”.

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