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Nel regno delle società di revisione, dove chi più sbaglia più incassa

Nel susseguirsi continuo di scandali che interessa il mondo della finanza, e che troppo spesso vede soltanto i comuni cittadini rimetterci a scapito di manager che continuano indisturbati a esercitare la propria professione nonostante i tanti crac alle spalle, a finire spesso e volentieri nel mirino sono in questi ultimi anni le società incaricate di revisionare i conti. Quattro, in particolare, quelle che dominano il settore, le cosiddette “grandi sorelle”: Deloitte, PriceWaterhouseCoopers, Ey e Kpmg. Un business niente male, il loro, considerando che hanno fatturato complessivamente 157, 58 miliardi di dollari nell’ultimo esercizio, con una crescita del 2,35% su base annua. Eppure il loro è un gioco dalla regole strane, spesso nel mirino.

Nel regno delle società di revisione, dove chi più sbaglia più incassa

All’attività di revisione si affianca quella di consulenza. Ma i risultati non sono quelli che ci si potrebbe immaginare, anzi. In Italia, per esempio, spesso e volentieri si è finito per chiudere un occhio sui “buchi” evidenti di alcune società sulle quali, teoricamente, si sarebbe dovuto vigilare. Un elenco lunghissimo che spazia da Cirio a Parmalat fino alle varie Banca Etruria, Banca Marche, Carige, Carife, Popolare di Vicenza. Il caso più recente, la Popolare di Bari. Federconsumi ha parlato di due miliardi di risparmiatori coinvolti nei vari crac, con centinaia di miliardi andati in fumo. Ma allora, perché nessuno ha visto niente?

Nel regno delle società di revisione, dove chi più sbaglia più incassa

Il Fatto Quotidiano riporta l’analisi effettuata dalla Consob, secondo la quale nel 2019 le società di revisione “hanno dichiarato l’impossibilità di esprimere un giudizio sui bilanci per otto emittenti quotati”. Sempre lo scorso anno, “non hanno espresso giudizi negativi né con rilievi”, mentre “i giudizi con richiami di informativa” sono stati appena 6. Che le società di revisione siano improvvisamente diventate cieche? Possibile, anzi probabile stando alla stessa Consob. Che ha tra il 2014 e l’inizio del 2020 ha erogato sanzioni ai presunti vigilanti in ben 9 dei più grandi scandali finanziari del recente passato. Deloitte, per esempio, è stata multata per 280 mila euro per non aver notato falle nei bilanci di Carige e Carife, mentre Kpmg ha pagato milioni per non aver visto i derivati Santorini e Alexandria di Mps o i guai della Popolare di Vicenza.

Nel regno delle società di revisione, dove chi più sbaglia più incassa

La lista, anche in questo caso, è lunghissima. Con le sanzioni della Consob che appaiono minime rispetto ai danni non rilevati dalle varie società di revisione, anche in virtù dei bilanci miliardari. E la sensazione che il meccanismo creato sia ormai più che beffardo. Chiudere un occhio, infatti, è un ottimo biglietto da visita: Ey fu coinvolta nello scandalo della tedesca Wirecard e, nel 2021, avrà la revisione di 7 delle 30 principali società quotate dell’ente. Un premio, insomma, per aver fatto male il proprio lavoro. Si è gridato più volte alla necessità di un cambiamento, di una revisione delle regole. Invano. Chi sbaglia viene lodato e passa all’incasso. A pagar dazio, come sempre, sono semmai le ultime ruote del carro.

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