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Da Prodi a Berlusconi fino all’amore con Conte: e così Cipollone conquista un’altra nomina

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla nomina di Daniele Franco alla carica di direttore generale di Bankitalia e di Piero Cipollone a vice direttore generale. Di Daniele Franco abbiamo detto ieri, oggi ci concentriamo su Cipollone. Sì, perché queste due nomine, come accade sempre, nascondo anche altro. E soprattutto certificano il fatto che ormai il Movimento 5 Stelle sia al traino del Pd. Bell’affare. Facciamo un passo indietro e torniamo al 27 settembre scorso. Come ricorda anche Il Tempo, “quel giorno il Consiglio Superiore della Banca di Italia si è riunito in gran segreto e a sorpresa ha deliberato di modificare la pianta organica dei funzionari generali dell’istituto di via Nazionale: erano 11, diventano 12”. Nessuno spiega il motivo di questo allargamento di poltronissime, ma subito tutti si sono chiesti chi ci fosse da piazzare… La risposta?

Arriva qualche giorno dopo dallo stesso Governatore Ignazio Visco. “Ho nominato Piero Cipollone Funzionario generale con decorrenza dal 1° ottobre 2019 con l’incarico di alta consulenza al Direttorio per l’organizzazione delle funzioni della Banca e le relazioni istituzionali”. Ricordiamo che dal settembre 2018 a settembre 2019, Cipollone è stato il consigliere economico del premier Giuseppe Conte. Eccolo dunque il prescelto. L’uomo chiave del premier per la soluzione di molte partite delicate. Soprattutto con l’Europa, dove in qualche occasione si è occupato dei rapporti diretti proprio con il presidente della commissione Jean Claude Juncker. Sentivamo, in effetti, il bisogno di un’altra pedina di Bruxelles in un ruolo di vertice in Italia, in Bankitalia poi.

Ricorda sempre Il Tempo che Cipollone “ha preparato slide e discorsi del premier per incontri importanti con organizzazioni economiche internazionali. Ma soprattutto ha preso in mano portandolo a soluzione il dossier governativo sul salvataggio di Carige. Visco, dunque, continua a elogiare Cipollone: “Nel suo percorso professionale ha maturato significative esperienze professionali, anche in ambito internazionale, in diversi campi dell’analisi economica e più di recente in materia di bilancio e controllo economico di gestione dimostrando sempre elevata capacità di rappresentare la Banca nei rapporti con i numerosi e qualificati interlocutori esterni all’Istituto”.

Ultima postilla, così, tanto per gradire: è stato nominato dal governo di Romano Prodi commissario e da quello di Silvio Berlusconi presidente dell’Invalsi (fino al 2011). Per completare il passaggio in tutto l’arco politico, non poteva farsi mancare uno stretto legame con il premier Conte e strappare così un’altra nomina. Pd e Movimento 5 Stelle hanno dato la loro benedizione.

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