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“Von der Leyen nasconde la verità”. I giudici accusano i vertici Ue. Dopo due anni di nostre denunce si muovono

Pubblicato il 14/09/2022 08:26 - Aggiornato il 14/09/2022 08:36

Ursula von der Leyen rifiuta di fare chiarezza sui contratti stipulati con l’azienda farmaceutica Pfizer. Nascondendo dunque, di fatto, la verità. Un’accusa gravissima, quella mossa nei confronti della presidentessa della Commissione Ue e che arriva da un’altra istituzione europea, la Corte dei Conti del Lussemburgo, che nelle scorse ore ha pubblicato una dettagliata relazione sulla vicenda, accusando von der Leyen di non fornire sufficienti chiarimenti sul ruolo da lei stessa giocato, personalmente, per la riuscita della trattativa per l’acquisto di vaccini da parte del Vecchio Continente.

Già in passato la presidentessa della Commissione era finita sotto accusa per gli sms che avrebbe scambiato, questa la ricostruzione arrivata da più parti, con l’amministratore delegato di Pfizer. Una corrispondenza della quale non si conosce, ovviamente, il contenuto, e che von der Leyen continua a voler proteggere, lasciando quantomeno l’impressione che la Commissione finisca per agire troppo spesso in maniera poco trasparente, per usare un eufemismo. Il tutto nonostante in ballo ci siano i soldi, e tanti, dei cittadini europei.

La Corte dei Conti ha sottolineato come per altre operazioni analoghe, sempre finalizzate all’acquisto di vaccini, un team formato da funzionari della Commissione e di 7 Paesi membri aveva condotto colloqui esplorativi e approfondimenti, riferendo poi a un comitato direttivo. Una procedura più prudente che è stata invece totalmente scavalcata nel caso dei farmaci Pfizer, acquistati dall’Ue sulla base di un contratto oneroso dal valore complessivo di 35 miliardi di euro. In questo caso sarebbe stata von der Leyen a portare avanti in prima persona la trattativa, contattando direttamente l’amministratore delegato dell’azienda farmaceutica tramite sms oggi spariti nel nulla.

Una sparizione intorno alla quale la Corte sta cercando di fare chiarezza, invano. Un revisore che ha partecipato all’indagine ha dichiarato a Politico.eu: “Gli aspetti chiave dei contratti sono stati concordati in modo informale. Ed è stato solo alla conclusione di tale accordo informale che il processo formale ha potuto proseguire”. Il tribunale non può però costringere la Commissione a rivelare il contenuto di quei messaggi. E così intorno all’acquisto dei vaccini Pfizer rischia di calare un’impenetrabile nebbia.

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