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Vino o zucchero di barbabietola? Ecco come Germania e Francia ci fregano con il Nutri-score e altro

L’ennesima buffonata dell’Unione europea, che non solo va a ledere la qualità dei prodotti che arrivano sulle nostra tavole, ma mette anche in difficoltà i nostri produttori. Altro che Green Deal ed etichettature per proteggere la salute… L’Unione europea è solo parole e -laddove ci sono- fatti che vengono palesemente utilizzati per ben altri intenti.

Nei Paesi del Nord Europa viene consentita e utilizzata la pratica di zuccheraggio del vino con il saccarosio (per intenderci lo zucchero prodotto dalla barbabietola), pratica che in Italia è vietata. “Nel nostro Paese si utilizza invece il mosto concentrato rettificato“, si legge sul sito inuovivespri.it. (Continua dopo la foto)

Ovviamente lo zuccheraggio dei vini che avviene utilizzando lo zucchero di barbabietola “è una concorrenza sleale a discapito dei nostri vini, delle nostre uve e delle nostre aziende agricole”, spiegano Santo Bono e Pino D’Angelo del movimento Terra é Vita in occasione dell’incontro organizzato dalla Regione Sicilia per la promozioni della filiera vitivinicola.

Terra è Vita insieme al Movimento consumatori Sicilia sta preparando un dossier sulla Norma Europea dello zuccheraggio per tutelare produttori e consumatori. I consumatori debbono sapere se un vino è fatto con l’uva o con lo zucchero di barbabietola. Questo va specificato nelle etichette. Abbiamo preannunciato il nostro impegno con un’azione forte a sostegno dei nostri viticoltori e di tutti i consumatori. Pretendiamo, in particolare, che venga segnalata nell’etichetta dei vini la presenza di saccarosio (zucchero prodotto dalla barbabietola) o di altri zuccheri. Il consumatore deve sapere cosa beve”. (Continua dopo la foto)

Insomma questa, insieme al nuovo metodo di etichettatura Nutriscore, rappresenta l’ennesima penalizzazione Ue -a ‘trazione’ tedesca e francese- messa in campo per creare altre difficoltà all’agricoltura, alle tradizioni alimentari italiane e alla qualità dei prodotti.

Dati Covid, siamo alle comiche. L’Iss ha fornito gli accessi agli “studiosi sbagliati”. Indovinate a chi?

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