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“Vaccini agli under 16 più pericolosi del virus. Fermate gli Open day”. Gli esperti che alzano la voce

Non solo Antonella Viola, che insieme al professor Crisanti è stata la prima ad alzare la voce, adesso sono anche altri gli esperti che si dicono contrari al vaccino agli under 16, soprattutto se il vaccino in questione è Astrazeneca o Johnson&Johnson, che utilizzano la stessa tecnologia. Dopo il caso di una 18enne ricoverata grave a Genova per avere fatto il vaccino all’open day, l’immunologa Antonella Viola chiede ora agli assessori della Sanità regionali di fermare quegli open day indiscriminati per i ragazzi: “È uscito un lavoro sulla rivista Science dove si spiega che man mano che si scende con l’età i rischi di ricevere i vaccini AstraZeneca e Johnson&Johnson superano ampiamente i benefici”. (Continua a leggere dopo la foto)

Continua ancora Viola: “Nei più giovani il pericolo di avere conseguenze gravi a causa del Covid è invece molto basso. Le Regioni devono finirla di fare a gara a chi vaccina di più senza mettere al primo posto la sicurezza. Gli eventi trombotici post vaccini sono rarissimi ma anche un solo episodio è una tragedia. È dolorosa la storia della 18enne ricoverata a Genova…”. E mentre la campagna di vaccinazione procede spedita, nuovi casi di giovani donne ricoverate fanno discutere gli esperti sull’opportunità o meno di somministrare questo vaccino alle fasce al di sotto dei 60 anni. (Continua a leggere dopo la foto)

Antonella Viola

Ma Speranza come al solito va dritto per la sua strada, nonostante molti esperti sono contrari agli Open day che hanno visto migliaia di giovani entusiasti della vaccinazione che hanno ricevuto prevalentemente AstraZeneca invece dei vaccini ad Rna come Pfizer o Moderna. “Astrazeneca? Sembra quasi che lo si utilizzi perché si vogliono finire le dosi che si hanno. I dati sono incontrovertibili, nella fascia di popolazione giovane forse il gioco non vale la candela”, accusa anche Valeria Poli, Presidente della Società italiana di biofisica e biologia molecolare e tra i firmatari della lettera inviata dall’associazione Luca Coscioni al Governo e al commissario Figliuolo contro la somministrazione dei vaccini Astrazeneca e J&J ai giovani. (Continua a leggere dopo la foto)

“L’Aifa consiglia la somministrazione di questi vaccini sopra i 60 anni. In un momento in cui il virus circola così poco non ha senso sottoporre a questo rischio i giovani, che rischiano pochissimo dalla Covid”, rimarca la scienziata. E anche Nino Cartabbellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, afferma che con una bassa circolazione virale, “sotto i 30 anni i rischi sono inferiori ai benefici”.

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