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Una rete di spionaggio per controllare i dipendenti. Parte in Francia il processo dell’anno

Pubblicato il 25/03/2021 10:58 - Aggiornato il 25/03/2021 11:03

In Francia la filiale Ikea è finita sotto processo dopo che è stato scoperto l’utilizzo di un sistema di spionaggio illegale per sorvegliare dipendenti e sindacalisti.

Un fatto gravissimo a causa del quale la filiale del gigante svedese rischia una multa pesantissima che può arrivare fino a 3,75 milioni di euro. Nel processo sono coinvolte ben quindici persone tra cui i direttori di negozio, agenti di polizia ed ex dirigenti, come l’ex Ceo Stefan Vanoverbeke (2010-2015) e il suo predecessore Jean-Louis Baillot. (Continua dopo la foto)

Il caso -si legge sulla Stampa- rivelato nel 2012 dal settimanale «Le Canard Enchainé» e dal sito di notizie «Mediapart», ha assunto spessore giudiziario dopo la denuncia di un sindacato. Allora Ikea Francia fu costretta a licenziare quattro dei suoi responsabili.

I fatti si sarebbero svolti negli anni che vanno dal 2009 al 2012, lungo il corso dei quali i dirigenti sarebbero perfino arrivati a contattare direttamente alcuni agenti di polizia, loro conoscenti, per farsi dare informazioni più precise su dipendenti.

Le indagini avrebbero rivelato che il sistema di spionaggio poneva nel mirino non solo impiegati ma anche candidati all’assunzione e che si estendeva in tutta la Francia.

Le parti civili che si sono al momento costituite -si legge su Ansa- sarebbero 74, ma il numero è destinato ad aumentare. Si ritiene che centinaia di persone siano state studiate.

Si tratterebbe dunque, secondo Adel Amara, ex delegato sindacale delle FO in un negozio Ikea a Franconville (Val-d’Oise), di un “processo che dovrebbe essere esemplare”. “Siamo qui oggi per dimostrare che c’e’ questo tipo di manovre nelle aziende che fanno la polizia dei sindacati e soprattutto dei dipendenti”, ha aggiunto invece Amar Lagha, segretario generale del sindacato CGT.

La filiale di Ikea è stata denunciata come persona morale ed è rappresentata dalla direttrice generale Karine Havas. Ma la difesa sostiene che l’indagine abbia molte carenze. Olivier Baratelli, avvocato dell’ex direttore delle risorse umane Claire Hery, ha parlato di una «favola fabbricata dai sindacati» e ha detto che chiederà l’annullamento del processo.