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“Un usurpatore”: cresce la fronda anti-Draghi, così il premier rischia di perdere la sfida per il Colle

Pubblicato il 26/01/2022 10:08

Il rischio è che Mario Draghi, alla fine, si sia fortemente sopravvalutato. Convinto che, grazie anche alla benedizione dell’Unione Europea, la sua ascesa al Colle sarebbe stata poco più di una formalità, senza nessun partito capace realmente di opporsi. E invece costretto di colpo a fare i conti con un clima sempre più ostile nei suoi confronti, che mette a serio rischio la possibilità di elezione come successore di Sergio Mattarella nel ruolo di Capo dello Stato. Addirittura, secondo qualcuno, la corsa del premier potrebbe addirittura essersi già interrotta.

Come raccontato da Aldo Cazzullo durante l’ultima diretta sul Corriere.it, in occasione della seconda giornata di votazioni per la scelta del Presidente della Repubblica, la fronta anti-Draghi sta assumendo dimensioni sempre più imponenti col passare dei giorni. Gli stessi esponenti principali delle formazioni, quelli sulla carta sponsor dell’attuale premier, sarebbero ormai prossimi alla retromarcia, consapevoli del clima decisamente mutato. Rovesciando così un verdetto che fino a pochi giorni fa sembrava decisamente scontato.

“L’ostilità a Draghi tra i grandi elettori è impressionante – ha spiegato Cazzullo – La maggioranza non gli ha mai parlato in vita sua, ma proprio per questo lo vede come un alieno, un usurpatore. Casini invece è percepito come ‘uno di noi'”. Contro l’ascesa di Draghi si sono schierati in queste ore la Lega di Matteo Salvini e il Movimento Cinque Stelle, che preferirebbero lasciare il premier dov’è, a Palazzo Chigi, fino alla fine della legislatura.

Nelle scorse ore era stato Vittorio Sgarbi a confermare le difficoltà di Draghi, raccontando: “Tutti i grillini con cui ho parlato mi hanno detto: mai uno del Pd, Draghi neanche morti”. A remare in direzione opposta, sempre più isolato, il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, tifosissimo di Draghi, che sempre al Corriere della Sera ha ribadito: “Dobbiamo dargli la gittata più ampia possibile. Debito, spread, Pnrr, Covid, guerra in Ucraina: su tutti i fronti è quello che garantisce meglio l’Italia. E sette anni sono più di uno”.

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