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Un portale per offrire lavoro ai non vaccinati: l’iniziativa che arriva dalla Svizzera

In una Svizzera con decine di migliaia di persone che vivono attualmente bloccate in casa perché positive o entrate a contatto con dei positivi, il mondo del lavoro ha reagito in maniera inaspettata all’intensificarsi dell’emergenza Covid, con il picchio dei contagi legato al diffondersi della variante Omicron. Una parte delle 550 mila aziende che operano sul territorio ha infatti deciso di offrire un’opportunità di impiego anche a chi ancora, nonostante i tanti appelli del governo, rifiuta di sottoporsi all’inoculazione dei farmaci anti-virus.

In Svizzera il numero di vaccinati è complessivamente inferiore a quello italiano, ma nonostante questo ci sono datori di lavoro che si stanno organizzando per far fronte alle restrizioni adottate dal governo e offrire un lavoro anche ai non vaccinati. Con tanto di aggregatore creato online per cumulare gli annunci, in modo da rendere più facile la ricerca degli annunci. Una scelta che ha ovviamente scatenato reazioni opposte, con una parte dei media a criticare gli imprenditori e alcuni cittadini a difendere invece sui social l’iniziativa.

Il tutto in un Paese in cui le voci fuori dal coro sono tante. Di recente per esempio Stephan Widring, presidente della direzione di Flughafen Zürich, la società che gestisce l’aeroporto di Zurigo, ha dichiarato alla testata Blick, in un’intervista ripresa dal Corriere del Ticino: “Viaggiare deve rimanere possibile. È comprensibile che vengano posti requisiti riguardo a vaccinazioni, test e mascherine. La quarantena rende però quasi completamente impossibile viaggiare ed è sproporzionata in un momento in cui esistono altri approcci”.

Secondo Widrig, per affrontare la variante Omicron sarebbe sufficiente effettuare un test quando si arriva in Svizzera da zone a rischio: “Mi appello al Consiglio federale affinché mostri proporzionalità, non imponga divieti di viaggio generalizzati e rinunci a operare, almeno in relazione all’Europa, con una lista di quarantene. È giusto garantire un certo rallentamento degli spostamenti tra i continenti, ma all’interno dello spazio Schengen si deve poter viaggiare liberamente”.

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