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“Tranquillo, ho parlato con Arcuri”: 3 arresti nel Lazio per le mascherine falsificate

Cinque milioni di mascherine FFP2 e 430 mila camici venduti alla Regione Lazio, durante il lockdown della primavera 2020. Con le protezioni che, però, non erano conformi alle normative, con tanto di certificati falsi. Con queste accuse sono finiti ai domiciliari Vittorio Farina, già arrestato nel 2017 per bancarotta fraudolenta, Andelko Aleksic e Domenico Romeo, accusati a vario titolo di frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata e traffico di influenze illecite. Per tentare di piazzare altre partite milionarie, i tre avevano anche sostenuto di avere una promessa da parte di Domenico Arcuri, che avrebbe acquistato da loro i dispositivi “se va in rottura di stock”.

"Tranquillo, ho parlato con Arcuri": 3 arresti nel Lazio per le mascherine falsificate

Come rivelato dal Fatto Quotidiano, il gip del tribunale di Roma Francesca Ciranna ha anche disposto un sequestro preventivo di quasi 22 milioni di euro a carico dei tre e della società European Network Tlc, una casa editrice, nei cui confronti è stata emessa la misura interdittiva del divieto di contrarre con la pubblica amministrazione. un’inchiesta nata dopo la segnalazione dell’Agenzia Regionale della Protezione Civile del Lazio alla Procura di Roma, relativa alla fornitura di 5 milioni di mascherine FFP2 e 430.000 camici alla Regione Lazio da parte della European Network Tlc nella prima fase dell’emergenza sanitaria, tra marzo e aprile 2020, per un prezzo complessivo di circa 22 milioni di euro.

"Tranquillo, ho parlato con Arcuri": 3 arresti nel Lazio per le mascherine falsificate

Stando all’ordinanza i tre indagati, “consapevoli della falsità dei certificati”, riferivano di aver parlato con l’ex commissario straordinario Domenico Arcuri, che non risulta indagato ed è ritenuto l’oggetto del traffico di influenze. Farina, parlando con Massimo Cristofori, sosteneva ad esempio di aver avuto una conversazione con l’ormai ex commissario per “inserire la European Network Tlc quale fornitore sussidiario a Fiat e Luxottica per l’approvvigionamento di mascherine destinate alla riapertura delle scuole”. E ancora, lo stesso Farina: “Arcuri mi ha promesso che se gli arriva le lettera, autorizza quell’acquisto (…) la dovrebbe fare oggi, oggi la deve fare e oggi pomeriggio ci deve fare l’ordine. C’ho anche un settanta possibilità che ti faccio pure il Lazio… sopra ste cose (…) sto facendo un buon lavoro (…) avanti indietro avanti indietro avanti indietro”.

"Tranquillo, ho parlato con Arcuri": 3 arresti nel Lazio per le mascherine falsificate

Lo stesso Farina, in un’altra telefonata, sosteneva di avere “una promessa dal commissario unico, dal commissario straordinario, che se va in rottura di stock con i due fornitori principali che so Fiat e Luxottica e, le prende da me”. Secondo i finanzieri, l’impresa milanese facente capo ad Aleksic avrebbe “dapprima fornito documenti rilasciati da enti non rientranti tra gli organismi deputati per rilasciare la specifica attestazione e, successivamente, per superare le criticità emerse durante le procedure di sdoganamento della merce proveniente dalla Cina, ha prodotto falsi certificati di conformità forniti da Romeo anche tramite una società inglese a lui riconducibile, ovvero non riferibili ai beni in realtà venduti”. Intercettato, Aleksic avrebbe ammesso in una telefonata: “Tanto so’ tutti falsi ‘sti certificati”.

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