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Totoministri, Cartabia o Severino per la Giustizia. A rischio la poltrona di tanti big

Pubblicato il 02/02/2021 11:34

Cambiare tanto, ma senza esagerare. Con questo spirito vanno avanti le trattative serrate per dar vita al Conte ter e mettere fine a una crisi che i cittadini, come dimostrato da sondaggi sempre più penalizzanti per i giallorossi, continuano a non capire in un momento di così grave crisi economica. Ma tant’è. La priorità, per tutti, è trovare una formula valida per salvare la poltrona. E la soluzione più probabile è quella di un esecutivo che veda tanti avvicendamenti ma nessuno, o comunque il meno possibile, nei ruoli-chiave.

Totoministri, Cartabia o Severino per la Giustizia. A rischio la poltrona di tanti big

In questo senso va letto il rapido endorsement di Confindustria in favore di Roberto Gualtieri, la cui posizione era data per traballante nelle ultime ore. Ai cittadini va data l’idea che qualcosa sia cambiata, ok. Ma senza andare a toccare le caselle più importanti dello scacchiere, altrimenti c’è il serio pericolo che l’intera partita vada a monte. E le urne, in questo momento, non le vuole nessuno. Il ministro dell’Economia può così dormire sonni tranquilli, anche perché in suo favore si è già spesa anche Bruxelles. Altri big, invece, non sono altrettanto fortunati.

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Alla Giustizia, al posto di un Alfonso Bonafede scaricato ormai quasi da tutti, potrebbe ad esempio arrivare la garantista Paola Severino. Non è del tutto tramontata, però, l’ipotesi Marta Cartabia, mentre sembra farsi complicata la strada che porta a Sabino Cassese. L’ultimo nome a saltar fuori, nella rosa dei possibili Guardasigilli, era stato quello del procuratore di Milano Francesco Greco, ipotesi che però è subito tramontata. Il Cinque Stelle Riccardo Fraccaro è dato, invece, tra i possibili ministri dell’Innovazione.

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Occhio anche alla possibilità di vedere Giancarlo Cancellieri per il minstero del Sud, altra mossa che permetterebbe ai Cinque Stelle di compensare il sacrificio di Bonafede. Ai Trasporti, invece, potrebbe finire Graziano Delrio, con Maria Elena Boschi che ambisce invece alla Infrastrutture o alla Difesa. Luigi Di Maio, in tutto questo, dovrebbe mantenere il suo ruolo agli Esteri. Sempre che le circostanze non giochino a suo favore: il sogno di entrare direttamente a Palazzo Chigi non è ancora del tutto chiuso nel cassetto.

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