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Tecnici, consulenti, esperti: il governo ombra di Draghi è un copia-incolla di quelli passati

Scelti i ministri e i sottosegretari, non è ancora finita la fibrillazione all’interno di un governo Draghi che vede, in questi giorni, intensificarsi il via vai di consiglieri, ambasciatori, ex parlamentari, esperti e chi più ne ha più ne metta, personalità chiamate da questo o quell’esponente dell’esecutivo per completare il proprio staff. Con qualche sorpresa non di poco conto, come l’arrivo dell’ex capo di gabinetto di Giuseppe Conte, Alessandro Goracci, al ministero del Lavoro, dove sarà capo dell’ufficio legislativo. A conferma di come non sia andata in scena nessuna vera e propria rottura col passato, né quello recente né quello un filino più remoto.

Tecnici, consulenti, esperti: il governo ombra di Draghi è un copia-incolla di quelli passati

Se, infatti, del Conte bis oltre a Goracci soltanto il segretario generale Roberto Chieppa è riuscito a entrare a far parte del governo-ombra di Draghi, la maggior parte delle scelte hanno segnato il ritorno di volti più che noti. Carlo Cottarelli, nel 2018 premier incaricato, è stato chiamato da Renato Brunetta per contribuire allo snellimento della burocrazia. Così come, tra tecnici e consulenti, ecco fare capolino i vari Antonio Funiciello (già capo staff a Palazzo Chigi con Paolo Gentiloni), Carlo Deodato (consigliere di Stato fino all’avvento di Matteo Renzi) e Luigi Mattiolo, richiamato dal ruolo di ambasciatore a Berlino.

Tecnici, consulenti, esperti: il governo ombra di Draghi è un copia-incolla di quelli passati

Niente strappi, insomma, come era evidente dalla conferma di ministri come Lamorgese o Speranza, che pure non erano certo al top negli indici di gradimento degli italiani, per usare un eufemismo. Con tanti big che hanno scelto la continuità anche al momento di selezionare i propri collaboratori: la nuova titolare della Giustizia Cartabia, per esempio, ha puntato sul magistrato Raffaele Piccirillo come capo di gabinetto e su Mauro Vitiello per l’ufficio legislativo. Entrambi ricoprivano le medesime cariche già sotto il suo predecessore, Alfonso Bonafede.

Tecnici, consulenti, esperti: il governo ombra di Draghi è un copia-incolla di quelli passati

Allo stesso modo, il neo ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha scelto di confermare il capo amministrativo Luigi Fiorentino, mentre Patuanelli, nel passaggio dallo Sviluppo Economico all’Agricoltura, si è portato via quello staff che aveva a sua volta ereditato da Luigi Di Maio. Il leghista Giorgetti ha scelto al Mise Paolo Visca, già capo di gabinetto con Salvini, mentre l’altro esponente del Carroccio Massimo Garavaglia, al Turismo, si è portato dietro l’ex direttore generale della Consob Gaetano Caputi. Alla Transizione Ecologica, invece, Roberto Cingolani ha scelto Roberto Cerreto, in passato a capo dello staff di Maria Elena Boschi.

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