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Stramezzi, la vendetta dell’Ordine. Ha salvato più di 6.000 vite ma per i “sacerdoti del vaccino” va punito

Andava a curare i pazienti a domicilio, sfidando le regole imposte ai medici, per tentare di aiutarli nella lotta al Covid. Con risultati che parlano chiaro: su 6.000 persone assistite, ne sono morte soltanto 4, tutte ultraottantenni e con altri problemi di salute. Ora, però, il dottor Andrea Stramezzi rischia addirittura di essere radiato dalla Commissione disciplinare dell’Ordine dei Medici di Milano, accusato di gravi violazioni del codice deontologico per non aver seguito i protocolli ministeriali. Quelli, per intenderci, della “vigile attesa e tachipirina”, le indicazioni fornite ai professionisti dall’Agenzia italiana del farmaco e dal ministero della Salute.

Una caso che continua a far discutere, quello di Stramezzi. Come spiegato dalla Verità, il medico curava i pazienti a domicilio con farmaci del normale prontuario e li ha guariti quasi tutti, con la sola eccezione di quattro persone che, come detto, erano molto anziane e soffrivano di altre patologie. Nelle indicazioni della Regione Lombardia era però scritto chiaramente che un medico “non deve effettuare visite domiciliari” ai malati Covid o sospetti tali. Un’indicazione che il medico, armato di mascherina e regolarmente vaccinato, non aveva seguito.

Tra le accuse rivolte a Stramezzi, anche la natura dei farmaci prescritti ai pazienti, tutti autorizzati e utilizzati da decenni per altre patologie. E che però, secondo l’Ordine, avrebbero potuto provocare gravi effetti collaterali nei pazienti, cosa che in realtà non si è mai verificata. Al momento a poco sembrano servire i tanti studi medici usciti nel frattempo e che confermano la validità sia dell’approccio terapeutico precoce sia delle proprietà curative contenenti i singoli farmaci prescritti da Stramezzi. Con lo stesso approccio, ormai in Italia oltre mille medici hanno guarito 100.000 pazienti.

Oltre alle cure a domicilio, Stramezzi è stato anche parte della squadra anti-Covid del ministero della Salute, come volontario: “Sono sereno perché so di aver agito sempre secondo coscienza, fedele al giuramento di Ippocrate – ha spiegato il medico alla Verità – Immagino quindi che i 15 colleghi che mi dovranno giudicare capiranno che sono un medico che ha agito con lo scopo di salvare vite. Io non ho inventato niente. Non ho applicato nessuna medicina alternativa, soltanto quella tradizionale”:

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