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“Speranza e il piano pandemico ignorato”: i documenti che inchiodano il ministro

Pubblicato il 26/01/2021 12:26 - Aggiornato il 26/01/2021 13:07

Mentre Conte cerca a tutti i costi una soluzione al rebus della crisi di governo, con Pd e M5S disposti ormai a qualsiasi alleanza possibile e immaginabile pur di salvare le preziose poltrone, altri dettagli continuano a emergere sul fronte della gestione della pandemia, inchiodando l’esecutivo alle proprie responsabilità. Tante vite si sarebbero potute, dovute salvare nei primi mesi dell’emergenza, quelli che hanno visto il Covid-19 abbattersi con forza soprattutto sul Nord Italia. Sarebbe stato sufficiente avere un piano pandemico aggiornato da seguire. Invece non solo il nostro Paese non ne aveva uno. Ma non ha nemmeno applicato quello vecchio.

"Speranza e il piano pandemico ignorato": i documenti che inchiodano il ministro

Un dettaglio che rende ancora più inquietante la gestione della Fase Uno, quella durante la quale il premier Conte parlava dell’Italia come di un “Paese modello per tutti”. Come rivelato da La Verità, invece, la reale dimensione dell’operato giallorosso sarebbe racchiusa in un documento scottante, il verbale di una riunione con la task force per l’emergenza che risale al 2020 e nel quale si evidenzia quanto avremmo dovuto fare di più per salvare vite preziose.

"Speranza e il piano pandemico ignorato": i documenti che inchiodano il ministro

Nel testo si evidenzia l’intervento di uno dei membri del Cts, Giuseppe Ippolito dello Spallanzani, che fa chiaro riferimento alla questione: “Per affrontare il Covid – si legge nel documento mostrato dalla trasmissione della Rai Report – bisogna riferirsi al piano pandemico di cui è dotata l’Italia e di adeguarlo alle linee guida appena rese pubbliche dall’Oms”. Parole pronunciate davanti a molti membri dell’attuale Cts: dal coordinatore Agostino Miozzo, al presidente Iss Silvio Brusaferro, al direttore generale prevenzione Salute Giovanni Rezza, fino al ministro della Salute in persona, Roberto Speranza.

"Speranza e il piano pandemico ignorato": i documenti che inchiodano il ministro

Tutte personalità che quindi erano a conoscenza delle mancanze del nostro Paese, privo di un piano pandemico aggiornato. L’unico esistente risaliva addirittura al 2006, ovviamente non in linea con i tempi. E così, mentre continuava la narrazione di un’Italia da imitare per la rapidità e l’efficacia delle disposizioni adottate, al potente membro del Cts e direttore vicario dell’Oms Ranieri Guerra toccava sporcarsi le mani, incaricandosi di far sparire i documenti che evidenziavano i nostri ritardi. Ritardi che, bene ribadirlo, avrebbero permesso di evitare tanti morti.

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