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La carica delle 322mila nuove slot, l’appello: “Il governo fermi questa invasione”

Benedetto Palese, leader di Agcai (Associazione gestori e concessionari degli apparecchi da intrattenimento) nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei deputati ha lanciato un appello alle Regioni che è giusto divulgare: “Intervenite in Conferenza unificata e convincete il governo a fermare l’invasione di 322mila apparecchi, di cui 265mila slot da bar del tipo awp e 57mila slot da sala del tipo videolottery, ancora più pericolosi dei precedenti perché avranno una percentuale di vincita minore di ben 4 punti, l’equivalente di 900 milioni di euro annui in meno nelle tasche dei giocatori e in più per il bilancio dello Stato”.

“È assolutamente necessario sostituire queste macchine con quelle meno pericolose, con controllo da remoto e con costo orario simile a un flipper. Tecnicamente si può fare subito. La missione più urgente è impedire alle multinazionali dell’azzardo di gestire il gioco d’intrattenimento e divertimento perché stanno di fatto trasformando un semplice apparecchio da bar, nato per far divertire, in una slot pericolosa e di puro azzardo. Rivolgiamo anche un appello al governo affinché non rinnovi le concessioni delle video-lottery presenti nelle sale, che spuntano quasi a ogni angolo di strada nelle nostre città: luoghi che sono ormai diventati dei veri e propri supercasinò”.

“È inaccettabile che solo in Italia debbano esistere questi apparecchi: i più pericolosi al mondo, peraltro vietati in tutta Europa”. Michela Rostan, vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera, ha accolto l’appello e ha detto che presenterà una mozione: “I numeri delle vittime dell’azzardopatia – ha ricordato – continuano a essere insostenibili, con un impatto sociale devastante. Il costo sociale di questa dipendenza è incalcolabile e a pagare il prezzo più grande sono le famiglie dei giocatori. L’arrivo di 322mila nuove slot ancora più pericolose è assolutamente inaccettabile”.

La mozione sollecita il governo, in particolare, a “prevedere la diversificazione e separazione dell’offerta di gioco e non la sua concentrazione in un solo punto in particolare”, nonché “a prevedere l’autorizzazione delle vlt in percentuale del 14 per cento rispetto alle awp esistenti”. Serve comunque una legge di riforma complessiva del gioco. E lo Stato deve pretendere meno entrate dal gioco. Mentre si sa che le slot e le dipendenze sono in relatà il vero bancomat dello Stato.

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