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Una a Renzi, una al M5S e una a Conte: perfettamente ripartite le prime poltrone del 2020

Il 2020 sarà un anno di fuoco per le nomine. E nomine, in politica, vuol dire spartizione del potere. E delle poltrone, quindi. Ma vuol dire anche orientamento, far capire quale strategia si intende attuare in campo economico e sociale. Le primissime decisioni su questo fronte riguardano le agenzie fiscali del ministero dell’Economia. I nomi considerati in pole position per gli incarichi sono a loro modo sorprendenti. Riporta Il Fatto Quotidiano che all’Agenzia delle Entrate c’è un ritorno: si tratta del tributarista Ernesto Maria Ruffini.

Chi è Ruffini? Già direttore ai tempi di Matteo Renzi e giubilato ai tempi del governo M5S-Lega con l’attiva partecipazione dei grillini, i quali ora lo fanno tornare su indicazione di Pd e renziani (la nomina, comunque, è necessaria: le Entrate senza un direttore rischiano di bloccarsi tra pochi giorni). All’Agenzia del Demanio dovrebbe arrivare un altro nome noto alle cronache politiche: si tratta di Marcello Minenna, dirigente della Consob vicino al Movimento 5 Stelle tanto da aver fatto (per pochi mesi prima di dimettersi) l’assessore al Bilancio di Virginia Raggi a Roma.

Alle Dogane, infine, la scelta più sorprendente – pare in quota Giuseppe Conte – Antonio Agostini, parcheggiato a Palazzo Chigi dal 2017: ex segretario generale del ministero dell’Ambiente ed ex funzionario dei servizi segreti con ottimi agganci politici, i 5 Stelle lo hanno attaccato spesso in passato e ora daranno il loro benestare per la nomina. Le poltrone, son poltrone e hanno delle loro regole da seguire.

Come è possibile vedere, dunque, un perfetto equilibrio. Uno in quota Pd-Renzi, uno in quota 5 Stelle e uno in quota Conte, e tutti sono felici e contenti, dimenticandosi delle critiche del passato, degli attacchi e, soprattutto, del profilo, delle idee e dei programmi che lorsignori intendono attuare. Quel che conta sono le poltrone. Sempre. C’era una volta il “cambiamento”.

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