in ,

“Siamo tutti Oliver! Non lo abbandoneremo, la sua storia è la nostra!”, la protesta organizzata da Tni

C’è il blocco degli sfratti fino al 30 giugno di quest’anno, dichiara Pasquale Naccari portavoce di Tutela nazionale Imprese, ma sono tanti i ristoratori che non sono riusciti a trovare l’accordo con il proprietario e stanno perdendo i loro locali.

A Firenze il caso simbolo è quello di Oliver, che insieme alla madre e le sorelle ha investito tutti i propri risparmi nell’attività aperta nel 2017. Hanno rifatto tutti gli impianti, installato la canna fumaria, allestito il giardino e trasformato quello che era un negozio di arredamento in un locale dove si può gustare tipica cucina toscana. Tutta la loro vita sta è lì, da Gervi’s.

Poi è arrivata la pandemia e sono arrivati anche i guai. L’affitto è troppo alto, la Oliver e la sua famiglia, con il ristorante chiuso a colpi di Dpcm prima e decreti legge poi, non ce la fanno a sostenere tutte le spese. Pagano regolarmente la locazione fino a quando possono, poi chiedono al proprietario un accordo. Le provano tutte, anche un tentativo di conciliazione. Ma niente da fare.

Domani, 27 aprile, alle ore 10, al tribunale di Firenze ci sarà la prima udienza di sfratto. Tni Italia, associazione che rappresenta migliaia di imprese del settore Horeca, ha organizzato un presidio di protesta. “Siamo al fianco della famiglia. Non abbandoneremo Oliver, che è uno dei tanti ristoratori che sono in questa situazione. La sua storia è la storia di tutti noi, che da oltre 14 mesi non possiamo lavorare”, commenta Pasquale Naccari, presidente di Tni Italia. “Non abbandoneremo nessuno. Saremo accanto a tutti i colleghi che finiranno in tribunale per gli sfratti e cominciamo proprio da domani mattina”.

“Mai più chiusi in zona rossa!”

Il lockdown? Altro che virologi, ecco come 50 studi internazionali stroncano la misura