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Secondo Pfizer, non ci libereremo “mai più” dal vaccino anti-Covid

Riusciremo mai a liberarci dal vaccino? Forse no, e saremo costretti a farlo per tutta la vita, pena il ritorno dell’emergenza Covid-19. Una profezia nefasta emersa nel corso dell’ultimo meeting virtuale a porte chiuse organizzato da Pfizer, una delle cause farmaceutiche impegnate nella produzione delle cure, con gli investitori. Secondo quanto riportato da Franco Bechis sulle pagine de Il Tempo, durante l’incontro sarebbe stata avanzata la tesi che, entro la fine dell’anno, servirà una terza dose per tutti, altrimenti a causa delle varianti tornerebbe il rischio di ammalarsi a causa del coronavirus. Poi, dal 2022, il vaccino finirà per trasformarsi in una spiacevole routine annuale.

Secondo Pfizer, non ci libereremo mai più dal vaccino anti-Covid

Il Tempo scrive infatti, in merito al meeting Pfizer, della tesi avanzata dai rappresentanti della casa farmaceutica secondo la quale, a partire dal prossimo anno, il vaccino sarà necessario, in una sola dose, ogni 12 mesi. Come con l’influenza, in pratica. Non sarà, però, gratis, almeno delle intenzioni dei colossi di Big Pharma che sperano di continuare a incassare cifre da capogiro. Pfizer, per esempio, avrebbe già espresso la volontà di metterlo all’asta. Il tutto dopo aver guadagnato, già nel 2021, almeno 3,75 miliardi di dollari su un fatturato extra di 15 miliardi.

Proprio per questo motivo, tra l’altro, il vaccino Pfizer starebbe tardando ad arrivare in Italia e in Europa. Le dosi, in realtà, negli Usa ci sarebbero in quantità abbondante, in sovra-produzione. Con un trasporto anche più semplice di quanto immaginato inizialmente. Nel Vecchio Continente, però, arrivano ancora col contagocce perché la multinazionale è sicura della necessità di un terzo chiamo e dell’utilizzo successivo a cadenza annuale. L’incontro Pfizer doveva rimanere riservato, ma la sbobinatura integrale sarebbe stata allegata alla documentazione depositata da alcuni azionisti di minoranza che hanno motivazioni “etiche” (chiese e onlus battiste) per dare battaglia nella prossima assemblea societaria del 22 aprile

Nel meeting, il diretto finanziaro Pfizer Frank A. D’Amelio e il vicepresidente senior Charles E. Triano hanno fatto il punto sui guadagni record, un balzo del fatturato 2021 di 15 miliardi di dollari con aumento dell’utile al netto delle tasse di 3,75 miliardi di dollari. E dipinto un futuro ancora più roseo: le varianti del Covid-19 potrebbero diventare una grande opportunità di business, visto che il virus con tutta probabilità si trasformerà ancora. “Stiamo discutendo negli Stati Uniti e con vari governi la necessità di inoculare una terza dose del nostro vaccino, un richiamo, per allungare la durata della immunità e aumentare l’efficacia contro queste varianti emergenti del virus”. Nuovo business, insomma. Con il vaccino che in America è in sovra-produzione ma in Europa arriva col contagocce, visto che i contratti firmati dall’Ue non sono così stringenti e prevedono penali pressoché nulle. E con la possibilità di una singola somministrazione necessaria negli anni a venire, per gonfiare ulteriormente le casse.

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