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“Tutto vero!” Smascherata la bufala dei fan dell’Azzolina: “È Genova e non Amatrice”

Appena la foto dei bambini senza banchi, costretti a scrivere in ginocchio sulle sedie, ha iniziato a circolare sul web, tutti hanno subito gridato alla fake news invece che allo scandalo. Peccato, però, che quell’immagine è autentica, e che quindi il governatore della Ligura Toti (siamo in una scuola di Genova) non può essere accusato di nulla. Viceversa, da accusare sono quelli che hanno provato a dire che fosse una fake news, diffondendo, loro sì, un’autentica bufala per provare a salvare la Azzolina dall’ennesima bufera. Come segnala bufale.net, “prima di accusare qualcuno di fake bisognerebbe masticare e rimasticare, altrimenti le accuse ti restano in gola come un boccone amaro e scopri che chi è stato lesto ad accusare dovrebbe essere lesto a chiedere scusa. Ginocchioni”.

E per dirlo loro… Su internet, infatti, associata a quella foto ha iniziato subito a circolare questo post: “Scuola senza banchi?????? impossibile nessun dirigente scolastico lo permetterebbe. Il governatore della Liguria Toti e La nuova Padania usano la stessa foto per propagandare le loro FAKE sulla scuola!!!! Il primo parla di una scuola di Genova il secondo di Amatrice!! almeno mettetevi d’accordo!!”. Peccato che, a parte il modo in cui è scritto il post stracondiviso dai governisti, le cose non stanno così. E Amatrice non c’entra proprio nulla. Vediamo perché.

Spiega bufale.net: “Basterebbe leggere per capire che Giovanni Toti e La Nuova Padania sono del tutto innocenti. Meno veritiera è questa accusa, del tutto falsa. Per dolo o colpa non sta a noi giudicarlo, ma inveritiera”. Quella scena, infatti, è relativa ad un momentaneo disservizio, riconosciuto dall’amministrazione scolastica per bocca della preside stessa: “I banchi, ordinati con largo anticipo, arriveranno domani pomeriggio e nel primo giorno di scuola, che è stato un giorno di festa, abbiamo solo evitato di rimettere quelli vecchi”.

Aggiunge la preside in una nota: “La foto ritrae bambini che, durante un’attività didattica, stanno disegnando sereni in libertà: un’ingenuità, da parte dell’insegnante, farla girare, ma sbagliato e grave strumentalizzarla, strumentalizzando, con essa, soprattutto i bambini, in una giornata nella quale avevamo riscontrato solo grande entusiasmo e nessuna criticità”. Brutta figura da parte di chi ha provato a smontare una verità diffondendo una fake news.

Ultima questione: perché Google riporta tra le immagini dell’articolo su Amatrice la foto di Genova? Già, perché è da qui che è partita la valanga fake. È solo un problema tecnico: “Talvolta il crawler, il programma automatico di Google che compone le anteprime, raccatta la prima immagine che trova. Quindi, nonostante l’unica foto nell’articolo del La Nuova Padania relativo ad Amatrice sia una foto del Polo Didattico Romolo Capranica, il crawler di Google ha pescato dal piè di pagina. Bastava controllare. Controllare prima, ‘denunciare’ poi”.

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