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Ronaldo-Coca Cola, l’Uefa difende gli sponsor: “Multe a chi sposta le bottigliette”

Si continua a parlare, e anche molto e a più livelli, della questione Cristiano Ronaldo-Coca Cola. Due colossi che si sfidano praticamente. Perché una promessa è fondamentale: Ronaldo è una macchina da soldi che gli entrano proprio grazie agli sponsor (oltre alle sue straordinarie prestazioni sportive), ma mettere le multe a chi tocca il Prodotto significa che il Mercato è Dio. E questo non può essere assolutamente accettato. L’Uefa, infatti, ha alzato la voce. Per difendere gli sponsor. E cosa è successo? (Continua a leggere dopo la foto)

Come riporta il Corriere, “il massimo organismo continentale ha chiesto ai giocatori delle 24 squadre di smettere di rimuovere le bevande”, durante le conferenze stampa. “È importante perché i ricavi degli sponsor sono fondamentali per il torneo e per il calcio europeo”, ha detto il direttore di Euro 2020, Martin Kallen. E a buon intenditor poche parole. È stato sottolineato che le regole del torneo richiedono il rispetto degli accordi della Uefa con gli sponsor, anche se i giocatori con precetti religiosi da rispettare (i musulmani, ad esempio) “non avranno una bottiglia di alcolici davanti” (con riferimento alla birra). (Continua a leggere dopo la foto)

Coca Cola e Heineken, infatti, sono tra i 12 sponsor di alto livello e contribuiscono alle entrate totali del torneo per quasi due miliardi di euro. L’Uefa è quindi corsa subito ai ripari dopo il gesto di Cristiano Ronaldo che ha fatto infuriare la Coca Cola. È bastato il gesto dell’attaccante della Juventus e del Portogallo (campione in carica) per far crollare le azioni dell’azienda. (Continua a leggere dopo la foto)

“Calate da 56,10 a 55,22 dollari. Una diminuzione pari all’1,6%. Ciò significa che il complessivo della nota azienda è passato da 242 a 238 miliardi di dollari. In sostanza, quattro miliardi di euro andati in fumo”. E ora si parla quindi di “multe” ai giocatori che sposano o nascondono le bottiglie di Coca Cola. Ronaldo avvisato. Anche se per lui, probabilmente, pagare una multa non è un problema, se a suo avviso la battaglia è giusta.

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