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“Ristori insufficienti, sono sul lastrico. Come si va avanti?”, la storia di Salvatore incatenato davanti al suo bar

A causa dei ristori insufficienti, è costretto a chiudere l’attività aperta appena a dicembre 2019, poco prima dell’inizio della pandemia. Questa è la storia di Salvatore Chiarello, proprietario della Caffetteria Croissanterie RETRO’ a Torino. Il locale, in Via San Secondo e a pochi passi dalla stazione di Porta Nuova, rischia di essere l’ennesima vittima di una gestione disastrosa dei ristori da parte dello Stato italiano.

Salvatore, dopo tanti sacrifici, ha aperto il suo locale in pieno centro a Torino a dicembre 2019. Tra febbraio e marzo 2020 arrivano le prime restrizioni e inizia il suo calvario. Da inizio pandemia da Covid-19 a oggi, Salvatore ha ottenuto solo 6.900€ di ristori, arrivando al punto di non riuscire neanche più a coprire le spese dell’affitto, tanto che ha ricevuto una lettera di sfratto.

Salvatore Chiarello incatenato al dehor del suo locale di Torino

Le nuove restrizioni sono l’ennesimo colpo ad un settore che sta vivendo una crisi lunga e difficile e dalla quale difficilmente tutti ne usciranno vivi. Per questo motivo Salvatore ha detto “BASTA” e in segno di protesta ha deciso di incatenarsi al dehor del suo locale: “Sono incatenato fuori dal mio locale dalle 17.20 di venerdì 26 marzo e non mi muoverò da qui finché la mia protesta non raggiungerà il Governo centrale a Roma.”

La voce di Salvatore è la voce di tutti i ristoratori, commercianti, titolari di palestre, musei, cinema, teatri ai quali lui si sente profondamente solidale. Attività che sono vittime della gestione disastrosa e inadatta dei ristori da parte del Governo, che continua imperterrito nelle sue scelte e che stanno distruggendo il tessuto commerciale italiano.

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