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Ricciardi non molla: “Il Green pass deve restare in vigore. Ecco perché”

Pubblicato il 07/03/2022 11:35 - Aggiornato il 07/12/2022 18:06

Vi avevamo raccontato nelle scorse settimane, attraverso le pagine del Paragone, di come il giudice romano Giulia Proto abbia accertato l’esistenza di rapporti tra Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, e quelle case farmaceutiche che si sono lanciate in fretta e furia nel business del vaccino con l’esplosione della pandemia, incassando miliardi di euro in pochi mesi. E di come l’Anac, l’autorità anticorruzione, non abbia rilevato nessun possibile conflitto di interesse, invitando per l’Istituto Superiore di Sanità a rivedere le proprie regole in merito. Guarda caso, proprio in questi giorni Ricciardi si è nuovamente sbracciato a difesa del Green pass, mentre il resto del mondo fa netti passi indietro su restrizioni e obblighi vaccinali.

Sulle pagine del Messaggero, Ricciardi ha dichiarato che “non bisogna abbassare la guardia sul fronte del Covid, anche se la guerra in Ucraina sembra aver tolto il virus dai nostri radar”. Una frase che ha anticipato la linea del consulente di Speranza, che si è poi schierato a difesa delle restrizioni ancora in vigore, sulle quali il governo Draghi continua a insistere nonostante le proteste di un numero crescente di italiani.

“Capisco che sia popolare eliminare le restrizioni, ma sarebbe assurdo tornare a inseguire il virus con nuove restrizioni in autunno”. Cosa fare, insomma? Semplice. Per Ricciardi è necessario “mantenere il Green pass. All’aperto non ha più senso, ma al chiuso è bene restare vigili. Non solo il certificato, ma anche le mascherine”. Chi si aspetta un allentamento, insomma, è destinato a rimanere deluso. Il tanto odiato certificato verde secondo il consigliere di Speranza deve rimanere in vigore ancora a lungo, e forse tornare a funzionare a pieno regime con la fine dell’estate.

Ricciardi ha difeso il Green pass sostenendo che i contagi “sono ancora moltissimi” e che la guerra in Ucraina potrebbe portare “una migrazione di milioni di persone poco vaccinate e senza protezioni”. Inoltre “in Africa solo il 5% delle persone è vaccinato, dunque ci sono le premesse per una ripresa della pandemia”. Con somma gioia di quelle aziende farmaceutiche alle quali l’esperto è stato legato in passato e che continueranno così a fare affari a palate.

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