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Renzi getta la maschera su Autostrade: pronto un emendamento al Milleproproghe

Italia Viva pronta a gettare la maschera su Autostrade, con un emendamento al Milleproroghe da depositare alle Commissioni di Montecitorio per sopprimere il già discusso articolo 35 del provvedimento in fase di discussione alla Camera. Quello che, sostanzialmente, prevede nuove regole da seguire in caso di revoca delle concessioni al gruppo Autostrade per l’Italia, riducendo le penali a carico dello Stato e ponendo di fatto le basi per il passaggio ad Anas. Una transizione che Renzi e i suoi fedelissimi hanno sempre avversato, preferendo colpire i Benetton soltanto con qualche multa senza però privarli dei loro privilegi.

Nel dettaglio, il Milleproroghe attualmente prevede che Autostrade non possa risolvere il contratto sfruttando un cambio del quadro normativo, come quello avvenuto con il decreto, e in caso di revoca della concessione per suo inadempimento potrà ricevere dallo Stato solo somme pari al valore delle opere fatte. Una modifica arrivata dopo che Mediobanca aveva stimato indennizzi per il mancato guadagno da versare ai Benetton per cifre mostruose che si sarebbero aggirate intorno ai 23 miliardi di euro, uno scoglio di fronte al quale l’ipotesi revoca si era di colpo arenata.

Il Sole 24 Ore aveva pubblicato a tal proposito dati che mostravano come tra il 2009 e il 2018 Autostrade avesse di fatto aumentato i dividendi dimezzando, però, gli investimenti. Soltanto 4 miliardi finivano alla manutenzione, 6 andavano invece nelle tasche dei soci. Le cedole sono andate aumentando, dai 485 milioni del 2009 fino agli oltre 740 milioni nel 2017, quando sono anche stati distribuiti 1,1 miliardi di riserve. Nel frattempo, alla sicurezza erano dedicati invece circa 4 miliardi, con una media di 400 milioni l’anno. Soldi che secondo la convenzione con lo Stato sarebbero dovuti servire anche alle “riparazioni tempestive” e alla “manutenzione”.

Renzi su Autostrade: pronto emendamento al Milleproproghe

Gli episodi continui hanno evidenziato come, però, il tema della sicurezza sia passato decisamente in secondo piano col passare degli anni. Una situazione che fa gridare tutti allo scandalo. O quasi. Per Matteo Renzi, infatti, è comunque giusto lasciare la gestione delle autostrade ai Benetton agli italiani, una convinzione talmente forte da osteggiare quelle modifiche che puntano a rendere meno onerosa la revoca. Evidentemente, secondo gli esponenti di Italia Viva, la gestione delle nostre tratte è tutto fuorché disastrosa.

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