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“I loro errori e le loro bugie”. Regoli a valanga contro Conte e Speranza in tribunale (VIDEO)

Pubblicato il 10/05/2023 13:39
Raffaella Regoli Conte Speranza

Nella puntata del 9 maggio di “Fuori dal coro“, Raffaella Regoli è tornata in Val Seriana nel giorno in cui l’Oms ha dichiarato la “fine della pandemia“. È lo stesso giorno che precede l’interrogatorio di Giuseppe Conte e Roberto Speranza davanti ai giudici del tribunale di Brescia. Dovranno rispondere dell’accusa di omicidio ed epidemia colposa. È l’inchiesta che vede indagati l’ex premier e l’ex ministro della salute insieme ad altri 17 tra politici e dirigenti per la gestione della prima fase pandemica. Secondo la procura di Bergamo senza quegli errori e quelle bugie si sarebbero evitati 4mila morti. Nel servizio Raffaella Regoli va nel “bosco della memoria” di Bergamo, dove sono incisi i nomi di tutte le vittime. (Continua a leggere dopo la foto)
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Mentre nell’inferno di Bergamo e in Val Seriana migliaia di persone morivano, Conte e Speranza in tribunale si rimpallavano le responsabilità sul piano pandemico. Racconta a Raffaella Regoli il parente di una vittima: “Dall’audizione di Conte e Speranza vogliamo la verità. Vogliamo che queste persone dicano quello che realmente è stato o non è stato fatto davanti a un giudice”. La giornalista incontra poi un’altra rappresentate dell’associazione “Sereni e uniti per sempre“, i famigliari delle vittime del Covid”, che dopo 3 anni reclama la verità. “Non sono state fatte delle scelte che dovevano fare”. È la stessa ipotesi della Procura, per cui la “scienza” si piegava ai diktat della politica. (Continua a leggere dopo il video)
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I familiari delle vittime a Raffaella Regoli: “Verità da Conte e Speranza”

“Vogliamo delle risposte che ancora non ci sono state date. Ringraziamo tantissimo la Procura di Bergamo per quello che ha fatto e che con coraggio sta portando avanti. Conte e Speranza saranno a Brescia: mi auguro che vengano processati e che spieghino quello che è successo e che diano delle motivazioni”, dice ancora l’associazione “Sereni e uniti per sempre”. Sono 650 le famiglie che hanno chiesto i risarcimenti per come è stata gestita l’emergenza Covid. Tra 2 settimane a Roma si aprirà il processo. 2500 pagine di inchiesta della Procura denunciano errori, ritardi, omissioni, bugie. Mentre l’ex premier Conte sfoggiava sicurezza a reti unificate.

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