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Presentato lo studio (contestato) sulle autopsie di persone morte entro due settimane dal vaccino

Con un servizio proposto dal Tg regionale di Bolzano, che sta spopolando in rete, apprendiamo la notizia di uno studio, che chiariamo subito essere contestato. Nella sala di rappresentanza del Consiglio provinciale provinciale a Bolzano è avvenuta la presentazione di uno studio effettuato in Germania sulle autopsie di persone che poco prima di morire erano state vaccinate.

A presentare lo studio, il capogruppo di Enzian, Josef Unterholzner, guarito dal coivd che non nasconde la sua contrarietà ai vaccini. La ricerca è stata condotta in Germania da un ingegnere elettronico, Werner Bergholz, e due patologi, Arne Burkhardt e Walter Lang.   

Prendendo in esame dieci autopsie di persone morte entro due settimane dalla seconda vaccinazione anticovid, i tre ricercatori avrebbero riscontrato gli effetti di un eccesso di reazioni autoimmuni. 
Secondo loro, cinque morti su dieci sarebbero da ricondurre al vaccino, ritenuto anche responsabile di un accumulo mai visto prima di linfociti nei cuori, reni, fegati e milze dei cadaveri. Risultati in linea – dice Enzian – con uno studio precedente condotto ad Heidelberg. (Continua dopo il video)

Il “campione è esiguo e poco rappresentativo”, si legge sul sito rainews.it. A smontare queste tesi provvede il sito di debunking tedesco der Volksverpetzer, che bolla come “fake” i dati della “Pathologie konferenz”. Pollice verso giù anche dalla Società tedesca di patologia, secondo la quale “i dati non sono scientificamente fondati”. Unterholzner però non archivia la questione: entro qualche settimana, promette, il patologo Burkhardt verrà a Bolzano per sfidare al microscopio tutti i suoi critici.

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