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Paragone: “Presidente Mattarella, tuteli i cittadini e non le case farmaceutiche”

Viviamo in uno Stato in cui il Presidente del Consiglio dichiara che chi non si vaccina condanna a morte se stesso e gli altri, ma poi non ha il coraggio di imporre l’obbligatorietà vaccinale. Un Paese in cui un direttore di giornale adombra la nascita di un governo militare, come fossimo in Cile nel 1974. Un Paese in cui in molti spingono senza provare vergogna per imporre l’uso di un farmaco sperimentale su bambini e ragazzini. Ci si poteva perciò aspettare che il Presidente della Repubblica intervenisse per fare chiarezza, e magari per ridimensionare lo strapotere di multinazionali e case farmaceutiche, oramai egemoni e sollevate dal pagare le conseguenze delle loro stesse azioni. (Continua dopo la foto)

Nel coro estasiato di una stampa ormai asservita al potere con percentuali bulgare e zelo persino eccessivo, l’unico che ha il coraggio di replicare a Mattarella è il leader di Italexit, candidato sindaco a Milano, Gianluigi Paragone: “Quando il Capo dello Stato afferma che farsi un vaccino – oltretutto in fase sperimentale – è un dovere morale, dimentica che è anche diritto dei cittadini essere tutelati secondo la Carta Costituzionale, che non prevede la possibilità di esentare dalle responsabilità di eventuali conseguenze la casa farmaceutica che lo produce.” (Continua dopo la foto)

Viviamo in un Paese in cui non esiste l’obbligo vaccinale dichiarato, ma poi si introduce per gli operatori sanitari, per gli insegnanti e per altre categorie. Si parla di una scuola apartheid in cui sarebbero ammessi in classe solo i bambini vaccinati. Si progetta un green pass che imporrebbe gravi limitazioni di libertà ai non vaccinati, che è bene ricordarlo non infrangono nessuna legge. Un modo subdolo per introdurre l’obbligo di vaccinarsi senza dichiararlo. Ed è inaccettabile che a fronte di questa manovra truffaldina si chieda ai cittadini di firmare la rinuncia a un eventuale risarcimento nel caso di danni collaterali da vaccino. Come sottolinea ancora Paragone, “in questo conflitto normativo c’è uno squilibrio evidente a favore degli interessi delle multinazionali che il Presidente della Repubblica dovrebbe colmare, mentre invece nel suo discorso ha completamente ignorato questo tema fondamentale”.

Il No al Green Pass è un Sì allo Stato di Diritto

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