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“Non diffamò i magistrati”. Gianluigi Paragone assolto dalle accuse: “Fu diritto di critica”

Pubblicato il 02/07/2024 11:12 - Aggiornato il 02/07/2024 11:13

Si è concluso con un’assoluzione piena il processo che vedeva coinvolto Gianluigi Paragone, che era stato denunciato da dodici magistrati (nove dei quali costituiti parte civile) per avere “offeso la reputazione dei membri della commissione esaminatrice del concorso per auditori giudiziari bandito nel 2018”. Il processo, che si è tenuto presso il Tribunale di Genova, era conseguente a un articolo uscito su questo blog intitolato: “Errori accuse e ricorsi, l’assurda storia del concorso per magistrati”. Nel pezzo, che citava il ricorso di due candidati esclusi dal concorso, si denunciavano diverse, presunte irregolarità ed errori che avrebbero caratterizzato lo svolgimento del concorso. Paragone, difeso dall’Avvocato Eugenio Piccolo, è stato assolto dai giudici per aver esercitato il diritto di critica. Come si legge nella motivazione della sentenza, il giornalista “non ha inventato di sana pianta quelle pur gravi accuse”, ma si è limitato “a darne eco, in forma pertinente”. L’articolo incriminato, come scrivono i giudici, ha “dato enfasi a gravi perplessità sull’operato della commissione” che i due candidati che avevano presentato il ricorso “hanno veicolato sui canali propri”. Tutto ciò rientra, per l’appunto, nel diritto di critica riconosciuto a chi svolge la professione di giornalista.

Il legale di Paragone, l’Avvocato Eugenio Piccolo, si è dichiarato molto soddisfatto per l’assoluzione del suo assistito. “La particolarità di questo processo”, ha spiegato Piccolo, “era costituita, oltre che dal merito, trattandosi di un reato consumato online – e perciò non facilmente riconducibile all’interno della categoria “mezzo di pubblicità” – dal ruolo ricoperto dalle parti civili, non essendo certamente usuale che giudici di consolidata esperienza e autorevolezza avviiino a propria tutela, ma a spese dello Stato, un lungo processo penale”. Processo che, come ha sottolineato il legale, “si è rivelato del tutto infondato”. Per questo, ha concluso l’Avvocato Piccolo, “la sentenza non è solo significativa per la puntigliosa e coerente applicazione degli elementi a presidio del diritto di critica quale scriminante, ma restituisce, non solo a Paragone, fiducia nella Magistratura e soddisfazione per il riconoscimento di diritti costituzionalmente garantiti”.