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“Non controllate il Green pass agli alunni”: l’appello del sindacato scolastico, contrario alle scelte del governo

Il sindacato scolastico ANIEF prende nettamente posizione contro le indicazioni fornite dal ministero dell’Istruzione in merito alle quarantene, sostenendo che comporterebbero “discriminazioni tra gli alunni vaccinati e non”. In una nota, l’associazione ha fatto sapere che ci sarebbero “responsabilità persino penali nel trattamento di dati ultrasensibili di minorenni che l’amministrazione farebbe bene a rilevare d’ufficio, se reputa legittima la sua azione”. Un invito, quindi, a non effettuare i controlli al Green pass degli alunni, come invece disposto dall’esecutivo guidato da Mario Draghi.

Secondo ANIEF, sarebbe meglio “ritornare in DAD e fare lezione da casa, in attesa che il governo stanzi le risorse per sdoppiare le classi e incrementare gli organici stabilizzando i precari. Le nuove norme sulla quarantena a scuola, introdotte dal D.L. n. 1/2022, non sono solo pericolose perché autorizzano potenziali positivi a frequentare la scuola in presenza, ma sono irricevibili anche nella parte che prevede il controllo dei green pass degli alunni. ANIEF invita il personale a rifiutare la delega di funzioni, come previsto dal D.lgs. 81/2008”.

In particolare, il sindacato punta il dito contro le disposizioni che prevedono che, in caso di doppia positività nelle classi della secondaria, “gli alunni che abbiano concluso il ciclo vaccinale primario e per i quali la vaccinazione o la guarigione dal Covid-19 sia avvenuta da meno di 120 giorni o sia stata somministrata loro la dose di richiamo possano continuare a frequentare le attività didattiche in presenza con l’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 per almeno 10 giorni”.

Una nota che, quindi, “demanda alle scuole la verifica dello stato vaccinale degli alunni, il cui accertamento consente di stabilire chi, in caso di doppia positività, rimarrà a casa in DDI e chi, invece, potrà continuare a frequentare le attività in presenza”. ANIEF è contraria a caricare la responsabilità dei controlli sul personale docente, incaricato di occuparsi di dati sensibili che riguardano dei minori, e invoca piuttosto la creazione di una piattaforma digitale. Nel frattempo, chiede al governo di “sospendere le attività didattiche in presenza per alcune settimane attivando la Dad, per alleggerire la pressione su ospedali e sistema sanitario nonché per garantire il diritto alla salute di studenti e personale scolastico”.

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