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“Non ci fanno registrare cosa succede dopo il vaccino”: la denuncia dell’operatore sanitario

“Sono un sanitario, ho prestato servizio presso centri vaccinali. E ho avuto un riscontro che non mi aspettavo in quasi tutte le persone vaccinate”. Inizia così il racconto di un operatore sanitario Raffaele Varvara che ha visto con i suoi occhi gli effetti degli attuali farmaci anti-Covid, ancora avvolti da tante incertezze, sui pazienti. Una testimonianza quanto mai opportuna in un momento in cui il governo insiste sulla necessità di somministrazione forzata a tutta la popolazione, giovanissimi compresi, mentre i protocolli di cura ufficiali restano pressoché invariati, con la sola aggiunta, sulle pagine del ministero della Salute, delle cure monoclonali “nei luoghi autorizzati”.

"Non ci fanno registrare cosa succede dopo il vaccino": la denuncia dell'operatore sanitario

“Quello che è preoccupante è che ci sono state molte reazioni avverse importanti: attacchi ipertensivi oppure episodi lipotiminici”. Tra questi, “perdita di coscienza, sintomi da screzio neurologico, quindi parestesie dell’arto, perdita di sensibilità nelle estremità comprese le labbra, la lingua, le dita delle mani, le gambe, cefalee”. La denuncia dell’operatore sanitario non si ferma però qui, puntando il dito contro la somministrazione di farmaci ai pazienti con reazioni dopo i vaccini senza che però, venga registrato alcunchè.

“È successo di inoculare cortisonici, adrenalina, antistaminici” ai pazienti. Senza però che di tutto questo ci sia traccia nelle documentazioni. “Quando ho domandato di registrare l’intervento mi è stato risposto che non si scriveva nulla. Ho chiesto il perché e mi è stato detto: Beh, perché c’è lo scudo penale”. Lo scenario dipinto dall’operatore sanitario è quindi dei peggiori: “Dobbiamo arrivare al 2023 negando tutto quello che è successo durante la campagna vaccinale, per poter dire che è andato tutto bene, il vaccino è sicuro”.

L’indagine epidemiologica, “imprescindibile in fase di osservazione di una campagna vaccinale sperimentale”, è quindi portata avanti “in modo non trasparente”. Con il risultato che quando arriveremo al tanto discusso obbligo vaccinale, del quale già parlano ampiamente diversi esponenti del governo, lo faremo basandoci su “un falso”.

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