in

Nomine Mise. Ecco come i 5S trasformano il ministero in una succursale di Confindustria

Proprio vero, non è esiste alcun limite all’indecenza.

I grillini stanno letteralmente trasformando il ministero dello Sviluppo economico in una succursale di Confindustria.

Come dare torto a quanto sostenuto all’interno di un articolo dal giornale La Verità. Proprio dell’altro giorno è la notizia -che si commenta da sola- della nomina a consigliere per la politica industriale del ministero di Elio Catania ad opera del ministro 5 stelle Stefano Patuanelli.

Poco importa se, come specifica la nota, “è a titolo gratuito e avrà la durata del mandato governativo del ministro”, perchè Catania è innegabilmente un “collezionista di poltrone instancabile”, finito da mesi “nelle grazie di Patuanelli”.

Finito perfino sotto il mirino di Beppe Grillo nel lontano 2011 -e non in quello dell’opposizione- , il quale lo definì “il poveraccio” e commentò attraverso un post che, sempre come riferisce il giornale, circola ancora in rete : “Fu cacciato dalla presidenza delle Ferrovie dello Stato da Padoa Schioppa. Se ne andò con un buco di 465 milioni di perdite e con sette milioni di euro di buonuscita. Per il successo ottenuto fu premiato con la poltrona di consigliere di amministrazione da Intesa San Paolo e con la presidenza dell’ Azienda di Trasporti di Milano. Pisapia lo ha licenziato dall’ Atm. Catania non potrà più far fronte alle spese senza le remunerazioni da presidente e amministratore delegato tra i 366.000 e i 450.000 euro (fisso più variabile). Dovrà accontentarsi dei gettoni come consigliere di amministrazione Telecom (110.000 euro annui più altri 100.000 per le funzioni nei comitati), di Intesa San Paolo (150.000) e della misera pensioncina Inps da 12.276 euro netti al mese. Doppie e triple cariche con pensione d’ oro al seguito. In un momento di crisi questa è benzina sul fuoco.”

Ma le sorprese al Mise non finiscono di certo con Catania, la lista -della vergogna- è lunga.
“Si attende a breve la nomina a segretario generale di Marcella Panucci”, uscita fresca da Confindustria dopo 25 anni. La Verità suppone che “i ritardi della nomina della Panucci siano dovuti a quelli dei rinnovi dei vertici di Consap”, proprio dove… indovinate ‘chi vuole favorire chi’!

Ovviamente Luigi Di Maio, che con le sue ‘oneste intenzioni’ avrebbe l’intenzione di piazzare l’amico Salvatore Barca, che guarda caso è anche “l’attuale segretario generale di Patuanelli”.

Si dice potrebbe arrivare anche “Stefano Firpo, che finita la sua parentesi proprio al Mise, è ora in Intesa San Paolo: la sua candidatura è sostenuta da Alberto Bombassei.”

Insomma, c’è chi entra e c’è chi esce, per poi svoltare l’angolo e rientrare dall’altro lato. Continue passerelle che gira e rigira portano sempre…

La storia di Leonardo, salvato dallo sfratto da un anonimo benefattore

Il Pil italiano giù del 12,4%. Record negativo, già in fumo 50 miliardi