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Nessuno vuole le ‘Primule’ di Arcuri e Conte. Le Regioni: pericolose e inefficienti

Se pensate che le primule siano soltanto dei fiori fareste bene ad aggiornare il vostro vocabolario. È infatti questo il nome che l’ineffabile duo Conte-Arcuri ha deciso di dare ai centri vaccinali progettati da Stefano Boeri e che del fiore non avranno soltanto il nome, ma anche la forma. I bandi sono ormai scaduti e a breve le vedremo sorgere nelle piazze delle principali città italiane.

Il loro costo è esorbitante e, sinceramente, non se ne sentiva proprio il bisogno. Le 21 primule oggetto di questo primo bando avranno un prezzo approssimativo di 400mila euro che moltiplicato per il numero di capoluoghi dove sorgeranno porta la cifra a 8.400.000 euro ciascuna. E l’appalto potrebbe lievitare oltre ogni più fosca previsione se il nostro commissario Arcuri dovesse portare la cifra a 1.200 padiglioni come indicato nel bando.

Ma lo scandalo non finisce qui, infatti, come riferisce Open, il quotidiano online di Enrico Mentana, le regioni non vorrebbero ospitare queste bislacche strutture. La ragione? Le ‘Primule’ sarebbero pericolose, contrarie alle norme anti Covid e poco funzionali.

Oltre al problema di un unico bagno a disposizione dei 18 operatori sanitari, si porrebbe anche la questione delle sale di attesa: i vaccinandi verranno ospitati in uno spazio di 40mq. Tutto questo genererà una fila che si troverà a fianco delle 14 sedie distanziate di un metro ciascuna dove stazioneranno i cittadini in attesa di vaccinazione. È il professor Carlo Quintelli del Politecnico di Torino a confermare a Open le forti perplessità tecniche: «Appena entro vedrò almeno 20 persone insieme, corriamo dei rischi».

Insomma le strutture simbolo della lotta al Covid, sono a tutti gli effetti dei luoghi pericolosi: «Negli ospedali – continua Quintelli – sono i richiesti almeno 3/3.30 metri di altezza e 6/7 metri di distanziamento tra reception e sala d’attesa. Nelle primule si parla di un’altezza di 2:70 e con le distanze già descritte, è un’ammassata».

E insomma, se cercavate un ulteriore conferma dell’incapacità della squadra che ha governato l’emergenza Covid, eccovela serviva all’incredibile costo di 1.270€ a metro quadrato…

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