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Mps, Leonardo al voto per l’azione di responsabilità contro Profumo. Cosa farà il Mef?

La linea del governo Draghi sulla vicenda Mps è ormai chiara: nascondere agli italiani la verità e sminuire l’accaduto, pazienza se di mezzo ci sono tanti risparmiatori truffati che ancora chiedono giustizia, dopo aver visto i propri soldi andare in fumo per errori altrui. Una recita che si prepara ad arricchirsi di un nuovo capitolo, con la prossima assemblea di Leonardo che vedrà i soci chiamati a votare sulla proposta di azione di responsabilità nei confronti dell’amministratore delegato Alessandro Profumo. Condannato in primo grado, per chi se lo fosse scordato, a sei anni per false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato.

Mps, Leonardo al voto per l'azione di responsabilità contro Profumo. Cosa farà il Mef?

Profumo era stato ai vertici di Monte dei Paschi di Siena tra il 2012 e il 2015 e la condanna è stata inflitta proprio in relazione alla contabilizzazione dell’istituto. Il 4 maggio, ecco così comparire sul sito di Leonardo la proposta di un’azione di responsabilità nei suoi confronti per il “danno reputazionale” arrecato all’azienda con il sopraggiungere della sentenza. L’assise si svolgerà il 19 maggio, con gli occhi ora puntati sul Ministero dell’Economia e delle Finanze di Daniele Franco.

Tra le partecipate del Mef, infatti, c’è proprio Leonardo, con una quota del 30,2%. Cosa deciderà di fare, dunque, il ministero? Si deciderà ancora una volta di coprire i responsabili del disastro Monte dei Paschi e impedire che venga fatta giustizia? La sensazione, purtroppo, è che si proseguirà esattamente sulla linea già tracciata, quella di un’intollerabile difesa di Profumo e di Fabrizio Viola, l’altro ex vertice Mps condannato negli scorsi mesi. Anche perché, d’altronde, sulla vicenda è lo stesso premier Mario Draghi ad avere più di qualche responsabilità, autorizzando lo scellerato acquisto di Antonveneta che fu preludio del disastro che avrebbe travolto la banca senese.

Che il governo guidato dall’ex presidente Bce non voglia sia fatta troppa chiarezza in merito è d’altronde già stato sottolineato ampiamente dalla gestione della Commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema finanziario e bancario targata Pd e M5S, quella che nei giorni scorsi ha ascoltato l’attuale ad di Monte dei Paschi Guido Bastianini. In privato, però, a telecamere e microfoni spenti, visto che al centro della seduta c’era proprio il tema delle mancate azioni di responsabilità da parte della banca nei confronti degli ex vertici Alessandro Profumo e Fabrizio Viola. Meglio non far sapere agli italiani, dunque, perché l’istituto non abbia deciso di rivalersi contro i due ex vertici, freschi di condanna. Perché la sicurezza dei colletti bianchi e dei loro affari, nell’esecutivo Draghi, è e deve rimanere al loro posto.

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