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Milano, L’Aler chiede gli arretrati e minaccia sfratti

In periodo di pandemia, con le categorie sociali più deboli in grandi difficoltà economiche e lavorative, non è passata inosservata l’iniziativa dell’Aler. L’istituto ha inviato agli inquilini morosi una lettera in cui annuncia l’avvio di un piano per il recupero degli affitti arretrati. Gli inquilini avranno centoventi giorni per concordare un piano di rientro. In caso contrario, si passerà alle vie legali: chi non sarà in grado di pagare potrà anche essere sfrattato. Il calcolo dei centoventi giorni partirà dal ricevimento della lettera. (Continua dopo la foto)

Si tratta di una difficoltà in più per gli inquilini, perché il termine per aderire alla proposta scadrà in settembre: subito dopo l’estate, che per molti è un periodo di ulteriore sofferenza e diminuzione delle entrate. L’istituto spiega in una nota che l’iniziativa è stata pensata per aiutare le famiglie in difficoltà. Le scadenze previste dovrebbero tutelare i nuclei familiari che hanno avuto difficoltà nei pagamenti anche a causa dell’emergenza sanitaria. Aler sottolinea come l’accordo sia importante per l’azienda anche per erogare i servizi essenziali nei propri stabili. Una motivazione comprensibile. Molti però contestano l’invio delle lettere in piena emergenza sanitaria. Tante famiglie coinvolte hanno perso le fonti di reddito e sono in difficoltà nell’affrontare le spese quotidiane. (Continua dopo la foto)

“Non siamo ancora venuti fuori dalla pandemia. Sembra un’ingiustizia, per gli inquilini delle case popolari, avere termini così stretti per concordare con Aler un piano di rientro, minacciando altrimenti la decadenza dell’alloggio” ha dichiarato Di Marco, assessore del Movimento 5 Stelle. Nonostante le spiegazioni dell’Aler, il provvedimento a molti è parso un modo di abbandonare i più deboli. In un anno di pandemia, si fa notare da più parti, gli aiuti a cittadini, commercianti e alle categorie in maggiore sofferenza sono stati insufficienti. Questo vale per il Paese nel suo complesso: basti pensare, ad esempio, al silenzio con cui è stata accolta la proposta per il taglio delle bollette presentata da Italexit Parlamento. In ogni caso, la lettera inviata da Aler agli inquilini delle case popolari pecca come minimo di tempestività.

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