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Mascherine Ffp2, ecco il “favore” di Figliuolo ai farmacisti

Pubblicato il 05/01/2022 13:00 - Aggiornato il 07/12/2022 18:21

E così, in tutta questa grande pantomima, si scopre che tra i tanti favori fatti a chi in questa intera vicenda ci sta in qualche modo guadagnando c’è anche quello del generale Figliuolo ai farmacisti. Non solo la pressione fatta sui cittadini per fare tamponi, e quindi altri guadagni, ma anche la mossa sulle mascherine. Come analizza bene Stefano Feltri su Domani, “economisti come Paul Krugman discutono sull’opportunità di fissare per legge alcuni prezzi come risposta all’inflazione. L’Italia è un laboratorio, con l’annuncio del commissario all’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo di imporre la vendita delle mascherine Ffp2 a 75 centesimi in farmacia”. Che cosa vuol dire? (Continua a leggere dopo la foto)

“La logica sottostante, rivendicata dal vicesegretario del Pd Peppe Provenzano, sembra filare se il governo impone un maggiore uso di mascherine ad alta protezione Ffp2 (per esempio a teatro o al cinema), allora deve permettere a tutti di poterle acquistare, fino a esaurimento scorte. Un aumento della domanda imposta per legge, finirebbe altrimenti per generare un aumento dei prezzi enorme, visto che la domanda diventa meno elastica, cioè risponde meno a variazioni di prezzo. Anche in buona fede, i tanti Provenzano del web sembrano pensare che la politica sia più forte dell’economia. Ma è così?”. La risposta è no. E infatti non è un caso che “i più svariati imprenditori e imbroglioni sono entrati nel settore delle mascherine. Le Ffp2 dovrebbero quindi ormai essere vendute a prezzi uguali al loro costo marginale: produrre una mascherina in più significa operare in perdita, venderla a un centesimo in più equivale a lasciare quote dì mercato al concorrente”. (Continua a leggere dopo la foto)

Che la situazione sia più o meno questa, lo conferma Anuzort, dove le Ffp2 si trovano anche a 50 centesimi l’una. Dunque, online si possono acquistare a 50 centesimi, in farmacia a 75. Dove sarebbe il guadagno per i farmacisti con questo tetto al prezzo? Spiega Feltri: “Il diavolo dell’economia sta nei dettagli. Il prezzo calmierato vale nelle farmacie, non ovunque. Perché? Evidentemente, finora i farmacisti vendevano le mascherine a prezzi molto superiori al loro costo marginale, con ampi margini di guadagno. Non solo: governo, ma anche associazioni di categoria, sembrano assumere che di fronte a un aumento di domanda i farmacisti sarebbero stati incapaci di aumentare l’offerta (o tentati dall’alzare i prezzi). Due indizi che rivelano la bassa efficienza del modello attuale delle farmacie e l’alto potere di mercato dovuto al fatto che il settore è organizzato in monopoli locali garantiti per legge”. Altro dettaglio rivelatore… (Continua a leggere dopo la foto)

“L’obbligo di Ffp2, e la conseguente domanda aumentata, vale dal 24 dicembre. L’accordo per il prezzo calmierato è stato annunciato il 3 gennaio, ma non è ancora in vigore, le singole farmacie possono aderire, ma non tutte lo faranno (neanche è chiaro se sia obbligatorio). In pratica le associazioni di categoria e il governo hanno organizzato una fenomenale campagna di comunicazione che finora ha avuto il solo risultato di far pensare agli italiani che la farmacia sia il posto dove è possibile comprare le mascherine al prezzo più basso (non è vero) grazie a un intervento per legge (al momento privo di effetti). Pubblicità ingannevole. I risparmi per i cittadini sono tutti da dimostrare, i benefici per le farmacie, che avranno un ulteriore flusso di clientela in negozio, evidenti. Il prezzo calmierato delle Ffp2 non certifica la supremazia della politica sulle logiche dell’economia, ma la sua sottomissione a quelle delle corporazioni titolari di rendite di posizione (e voti)”.

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