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Mascherine a scuola, ecco su quali “basi scientifiche” Speranza le ha rese obbligatorie

Pubblicato il 11/05/2022 12:09

L’Italia insiste sulle mascherine, nonostante le scelte diverse prese in queste settimane dai governi di altri Paesi e i dubbi espressi da molti scienziati. Le ultime parole di Giovanni Rezza, direttore generale della prevenzione sanitaria presso il ministero della Salute, sono state molto chiare: “In caso di contatti ravvicinati in luoghi pubblici, potrebbe essere opportuno continuare a portarle, indipendentemente dagli obblighi che spettano al decisore politico”. Aspettiamoci, insomma, che le protezioni per il viso restino ben salde sul nostro volto, almeno per un altro po’. Peccato che anche all’interno dell’esecutivo Draghi in tanti non capiscano il motivo di questa decisione.

Rezza aveva d’altronde già chiarito bene la propria posizione nelle scorse settimane, quando a ridosso della cessazione dello stato di emergenza aveva spiegato: “Bisogna mantenere comportamenti prudenti, con l’uso di mascherine nei luoghi chiusi, affollati e ovunque ci sia il rischio di contagio”. Il concetto, insomma, è ben scolpito. I dubbi, semmai, sono sulle motivazioni che continuano a spingere il governo verso questa linea. Sì perché il mondo della scienza, in merito, non sembra affatto concorde. E all’interno dello stesso ministero della Salute i dubbi non mancano.

Il giornalista Marco Gaiazzi, durante l’ultima puntata della trasmissione Fuori dal Coro in onda su Rete 4 e condotta da Mario Giordano, ha mostrato un documento ufficiale del ministero guidato da Roberto Speranza. Nello specifico, una lettera inviata dallo stesso Rezza all’Ufficio di gabinetto e ad altri destinatari la cui identità è rimasta ignota, la risposta a un gruppo di cittadini che reclamavano copia della documentazione scientifica a sostegno della scelta di mantenere l’obbligo di mascherine. Un gruppo di associazioni e genitori che chiedeva a Rezza di dimostrare l’opportunità di mantenere i dispositivi di protezione per il viso per i bambini al di sopra dei 6 anni.

La risposta di Rezza, testuale: “Al riguardo si rappresenta che questa amministrazione per quanto di competenza non è in possesso della specifica documentazione richiesta”. La direzione generale, dunque, stando al documento pubblicato da Fuori dal Coro non sarebbe in possesso di alcuno studio scientifico a supporto della decisione di mantenere l’obbligo di mascherine. Il ministero della Salute, al momento, non ha preso posizioni ufficiali in merito alla vicenda. Lasciando agli italiani il dubbio che non esistano prove a supporto della scelta di mantenere il bavaglio ai loro ragazzi.

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