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“Per noi clochard ha fatto molto”. La claque organizzata in sostegno di Draghi diventa farsa

Pubblicato il 20/07/2022 12:41

“L’Italia ha recuperato prestigio e credibilità con lui”. Parola della von der Leyen? Di Letta? Di Renzi? No, di Emanuele, presunto clochard di Roma. “Io che sono un barbone lo vedo, c’è un’attenzione verso di noi da parte dei servizi del Comune che prima non c’era ed è anche merito di Draghi”. Queste dichiarazioni hanno infatti rimbalzato subito in rete. Da una parte usate dai draghiani per soffiare sul fuoco del suo restare a Palazzo Chigi, dall’altra dalla controinformazione per smontarle. E infatti, presto detto, si è rivelata una fale news. Ormai la claque organizzata in sostegno di Draghi si sta rivelando una farsa. Come commenta Byoblu, “la frenesia nella ricerca di nuovi compagni di merende di Draghi arriva a livelli surreali, come la notizia diffusa dall’Adnkronos e che riporta l’appello di tale Emanuele, clochard di Roma, rivolto a Draghi. Abbiamo contattato l’Adnkronos per sapere se tale incredibile ricostruzione corrispondesse alla realtà, ma ci hanno detto che nemmeno loro lo sanno”. E questo dice tutto. Ma c’è altro. (Continua a leggere dopo la foto)

Scrive Byoblu: “Quello che però sappiamo è che sicuramente la condizione dei senzatetto in Italia durante il Governo Draghi non è migliorata anzi. Intanto il numero complessivo è aumentato, arrivando a toccare quota 50mila, quattro volte di più rispetto al 2011. Non solo. Con l’introduzione del green pass, voluto proprio dal Governo Draghi, i clochard sono stati obbligati al possesso del lasciapassare verde per poter accedere alle mense a loro destinate, pena l’esclusione oppure, nei casi più fortunati, la concessione dell’asporto del cibo per andare a mangiare sotto un portico o un ponte. Scomodare quindi un indifeso senzatetto per tirare l’acqua al mulino di un banchiere potentissimo non può che essere classificata come una vigliaccata”. (Continua a leggere dopo la foto)

Detto questo, “ci sono poi diversi dubbi su quanto effettivamente siano numerose e partecipate queste manifestazioni di affetto nei confronti di Draghi. Diversi sit in e flash mob mostrano infatti una folla che in numero può al massimo eguagliare quella di un calcetto domenicale. Eppure nei media mainstream viene dato ampio spazio a questa parte minoritaria della società, come il sindaco di Firenze Dario Nardella che sponsorizza l’appello firmato, a detta sua, da migliaia di colleghi. Nella lista dei firmatari dell’appello a Draghi compariva però anche tale Damiano Coletta, classificato come sindaco del comune di Latina. Tuttavia Coletta risulta essere decaduto dalla sua funzione di sindaco dallo scorso 8 luglio, a seguito di una sentenza del TAR che ha annullato la proclamazione degli eletti nel Comune di Latina per irregolarità durante le elezioni amministrative. Oggi le funzioni di sindaco a Latina sono assunte dal prefetto Carmine Valente, che non ha sottoscritto l’appello rivolto a Mario Draghi”. (Continua a leggere dopo la foto)

Insomma sembra di essere catapultati in un noto film di Carlo Verdone, dove uno dei personaggi cerca disperatamente compagni di viaggio per non ritrovarsi a dover andare in vacanza da solo. Altre immagini, invece, mostrano ad esempio una manifestazione pro Draghi con 20 persone circa. La foto con cartelli a favore del premier dove l’hanno fatta? Davanti a una boutique di Louis Vuitton. Ecco, forse sono davvero questi quelli che gli chiedono di rimanere. I 20 di Luis Vuitton. Insieme alle banche, all’Ue, alla Nato e compagnia cantante.

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