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L’Ue contrasta il made in Italy, ma promuove… la “mozzarella sintetica”

Formaggi “di nuova generazione”, creati utilizzando le proteine del latte, microorganismi al posto degli animali e una tecnologia di fermentazione. L’Europa che da mesi ha dichiarato guerra al made in Italy, con una serie provvedimenti pensati appositamente per contrastare la competitività sul mercato dei nostri prodotti (di qualità indiscutibile), è la stessa che plaude oggi la start-up tedesca Formo, che si è data come obiettivo quello di produrre mozzarella e e ricotta saltando tutta la fase che coinvolge gli animali e gli allevamenti.

Un prodotto “animal-free” che ha già catturato l’attenzione degli investitori, da tempo concentrati sul nuovo mercato delle alternative casearie ecologiche. Come rivelato dal Corriere della Sera, Formo ha così potuto beneficiare di un investimento da 50 milioni di dollari, un record per il foodtech, per provare a ricreare in laboratorio tutti i tipi di formaggio, dal cheddar, al groviera, al gorgonzola per destinarli alla grande distribuzione.

La start-up berlinese Formo produce formaggi coltivando le proteine che stanno alla base dei latticini, senza passare per gli allevamenti, e ora si è posta l’obietto di creare “qualsiasi formaggio immaginabile”: “Secondo i dati analizzati da Good Food Institute, questo sarebbe un settore in costante crescita da tenere monitorato: sono sempre di più gli investitori che stanno puntando alle aziende capaci di replicare il gusto autentico del formaggio senza coinvolgere gli animali. Come riporta Bloomberg, nelle ultime settimane, aziende come Miyoko’s Creamery negli Stati Uniti e la svedese Stockeld Dreamery hanno ottenuto importanti finanziamenti, mentre aziende più grandi come Oatly Inc. la vedono come una nuova frontiera per l’espansione del prodotto”.

Forno è di fatto la prima società in Europa a creare prodotti lattiero-caseari coltivati in laboratorio, ed è ora alla ricerca di sbocchi nei mercati dove può ottenere prima le approvazioni normative, come Singapore, Israele, il Medio Oriente. Infine, l’Europa. Dal momento che i prodotti non contengono lattosio, l’azienda spera di risultare particolarmente attraenti per il mercato asiatico, dove l’intolleranza è più comune. Dopo aver bistratto i nostri prodotti, però, fateci almeno il favore di non chiamare questa “mozzarella”.

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