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“L’Italia non può togliere l’accoglienza ai migranti violenti”: l’ennesima, assurda ingiustizia firmata dall’Ue

Pubblicato il 12/08/2022 14:23

Se qualcuno di voi avesse ancora dubbi circa la reale natura dell’Unione Europea, basta leggere l’ultima sentenza della Corte di Giustizia Ue per capire come, ancora una volta, sul fronte migranti il nostro Paese sarà abbandonato al suo destino. Anzi, sarà costretto a mantenere economicamente quegli individui provenienti da fuori i confini e che si sono resi responsabili di “reati e atti violenti”, che non potranno comunque essere rispediti a casa.

Il pronunciamento della Corte di Giustizia europea è arrivato a seguito di una controversia aperta da un immigrato senegalese, espulso dal piano di accoglienza con provvedimento della prefettura di Firenze. Nell’annunciare la propria decisione, il prefetto aveva sottolineato l’indole violenta del diretto interessato, che si era reso responsabile di un’aggressione a danno di un addetto ferroviario che lo aveva pizzicato a bordo di un treno senza biglietto.

Il quotidiano il Tirreno, che ha riportato per primo la notizia, ha spiegati che oltre alla denuncia e al procedimento penale, tuttora resta aperto a carico del senegalese, lo stesso immigrato aveva impugnato l’atto della prefettura al Tar della Toscana, che aveva dato ragione. A quel punto a fare ricorso era stata l’Avvocatura dello Stato, che si era rivolta al Consiglio di Stato. Quest’ultima, per prendere una decisione, ha dovuto chiedere un parere alla corte di Giustizia dell’Unione europea, che lo scorso 1 agosto si è espressa stabilendo che revocare il piano a un migrante costituisce lesione della sua dignità.

Al migrante, nonostante le violenza, dovrà continuare a essere fornito vitto, alloggio, vestiario e sussidio per le spese giornaliere, dunque. Perché secondo la Corte europea la revoca dell’accoglienza “costituisce sempre una sanzione sproporzionata, perché lesiva della dignità umana”. Il nostro Paese dovrà quindi continuare a farsi carico anche dei soggetti che rappresentano un pericolo per la sicurezza pubblica. L’ennesima ingiustizia firmata dall’Ue, di fronte alla quale non si può non rimanere allibiti.

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